88 rifugiati reinsediati in Italia dal Libano, UNHCR e OIM chiedono più posti per far fronte al crescente bisogno

Pubblicato il 31 luglio 2019 alle 13:21

Questa mattina sono arrivati all’aeroporto di Fiumicino 88 rifugiati giunti in Italia nell’ambito del Programma Nazionale di Reinsediamento. Si tratta di 17 famiglie siriane fuggite dal conflitto e accolte per alcuni anni in Libano.

Tra coloro che sono stati trasferiti, vi sono anche persone – adulti e minori – con situazioni mediche complesse, bisognosi di cure mediche specializzate.

L’arrivo del gruppo porta a 2.307 il numero di rifugiati reinsediati in Italia da Libano, Giordania, Turchia, Sudan, Siria e Libia dal 2015, anno di inizio del programma italiano. I rifugiati verranno accolti nell’ambito dei progetti del sistema SIPROIMI, dove inizieranno il loro percorso di integrazione.

Il Programma Nazionale di Reinsediamento è promosso dal Governo italiano, in particolare il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, e finanziato con fondi FAMI, con il supporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ed altri attori istituzionali. Si inserisce nel più ampio programma di reinsediamento guidato dall’UNHCR a livello globale.

“Il reinsediamento è uno strumento efficace di protezione per le persone maggiormente a rischio e costituisce un meccanismo tangibile di solidarietà tra i governi per condividere la responsabilità di rispondere alle crisi di rifugiati in tutto il mondo,” dichiara Roland Schilling, Rappresentante Regionale a.i. UNHCR per il Sud Europa.

“Inoltre, permette a chi fugge da guerre, violenza e persecuzione di giungere in un altro paese in modo legale e sicuro senza dover affrontare un viaggio pericoloso, rischiando la propria vita e quella dei suoi cari, per cercare salvezza in un altro Paese,” ha detto Federico Soda, il Direttore per l’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM.

Con il perdurare dei conflitti nel mondo il numero dei rifugiati è in costante crescita.  Molti rifugiati non possono fare ritorno nei loro paesi di origine e vivono in situazioni precarie nei paesi di primo asilo; l’85%, infatti, è ospitato in paesi in via di sviluppo. Il reinsediamento in un paese terzo offre l’opportunità ai rifugiati di ricostruire la propria vita in pace e dignità. L’UNHCR attua programmi di reinsediamento in oltre 65 paesi di asilo in tutto il mondo.

L’UNHCR stima che oltre 1,44 milioni di persone avranno bisogno di essere reinsediate nel 2020. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, le possibilità di reinsediamento attualmente messe a disposizione dagli Stati non sono proporzionate ai bisogni.  Ad oggi, il reinsediamento è una possibilità per un numero esiguo di rifugiati al mondo; in genere, meno dell’1% dei rifugiati in tutto il mondo viene reinsediato.

L’UNHCR, riconoscendo quanto fatto finora dalle autorità italiane per l’attuazione dell’attuale programma, auspica un sempre maggiore impegno per l’ampliamento e il consolidamento del reinsediamento in Italia e negli altri paesi coinvolti alla luce dei crescenti bisogni a livello mondiale.

 

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