La crisi di rifugiati del Sud Sudan sta crescendo a ritmi allarmanti: l’Uganda e l’intera Regione sono in una situazione critica e necessitano di assistenza

Pubblicato il 17 marzo 2017 alle 1:15

Otto mesi dopo il riacutizzarsi delle violenze in Sud Sudan, una carestia causata dalla spietata combinazione di conflitti e siccità è ora alla base di una crisi di rifugiati i cui numeri sono ai più alti livelli di crescita su scala mondiale.

Il numero totale di persone fuggite dal Sud Sudan verso le regioni circostanti è ora di 1,6 milioni. Il nuovo tasso di persone in fuga è allarmante e rappresenta un peso impossibile da sostenere per una Regione che è considerevolmente più povera e le cui risorse si stanno rapidamente esaurendo.

Nessuno, fra i Paesi circostanti, ne è immune. I rifugiati fuggono verso il Sudan, l’Etiopia, il Kenya, la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica Centrafricana. Quasi la metà delle persone in fuga è arrivata in Uganda, nelle regioni settentrionali del Paese la situazione ora è critica. Fino a non molto tempo fa, il tasso di persone in arrivo in queste zone era di circa 2.000 persone al giorno. Il flusso ha raggiunto il picco a febbraio con più di 6.000 persone arrivate in un solo giorno. A marzo il picco in un singolo giorno è stato di oltre 5.000 persone, con una media che attualmente si attesta sui 2.800 arrivi giornalieri.

Come conseguenza di questo rapido afflusso di persone, i centri di transito allestiti nel nord dell’Uganda per rispondere al numero di rifugiati in arrivo dal Sud Sudan sono ormai sovraffollati. Le recenti piogge non hanno certamente aiutato e stanno, anzi, peggiorando ulteriormente la situazione.

La situazione odierna in Uganda si sta rivelando come il primo e più importante test degli impegni assunti al Summit per i Rifugiati e i Migranti che si è tenuto nel settembre scorso a New York. Nello specifico,  per quanto riguarda l’impegno cruciale di adottare un approccio – Quadro di Risposta Complessiva sui Rifugiati (Comprehensive Refugee Response Framework/CRRF) – teso a realizzare un cambiamento definitivo nella gestione delle crisi di rifugiati a livello globale.

L’Uganda è in prima linea nell’adozione di tale quadro. Insieme ad altri 5 Paesi, ha accettato di sostenere il CRRF adottando interventi tesi a integrare le misure di carattere umanitario con quelle relative allo sviluppo. Queste includono la distribuzione di terreni ai rifugiati, l’inclusione dei rifugiati nei piani di sviluppo nazionali e nel mercato del lavoro.

Questi sforzi rischiano seriamente di essere compromessi se non saranno accompagnati urgentemente da interventi di supporto su larga scala. Attualmente, i fondi raccolti per i rifugiati del Sud Sudan presenti nella Regione costituiscono solo l’8 per cento dei 781,8 milioni di dollari statunitensi richiesti. Relativamente all’appello lanciato dall’UNHCR a favore dell’Uganda, restano ancora 267 milioni di dollari statunitensi da raccogliere.