Con l’incremento delle migrazioni forzate nella regione di Kasaï della Repubblica Democratica del Congo, le sofferenze dei civili sembrano non avere fine

Pubblicato il 14 luglio 2017 alle 3:19

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime grave preoccupazione per le condizioni di violenza e le continue migrazioni forzate di civili da Kasaï, una regione della Repubblica Democratica del Congo segnata dai conflitti dalla fine del 2016. Il numero stimato di sfollati a Kasaï si colloca attualmente a più di 1,3 milioni.

Durante le recenti missioni nelle due province di Kwilu e Lualaba, che confinano con la regione teatro principale del conflitto, il team dell’UNHCR ha incontrato alcuni nuovi arrivati ​​estremamente vulnerabili. Molti hanno dichiarato di aver trascorso settimane fuggendo attraverso la foresta senza cibo, acqua potabile, medicinali o abiti e di aver visto persone morire lungo il viaggio, tra cui donne e bambini.

Tra gli altri casi vulnerabili si annoverano civili feriti o mutilati, con machete e ferite da arma da fuoco. Molti nuovi arrivati ​​mostrano segni di profondo trauma dopo aver sperimentato o assistito ad atrocità di ogni genere, in una situazione in cui non è disponibile un supporto psico-sociale.

Il rischio di abusi e di sfruttamento sessuale rende particolarmente preoccupante la situazione. Molti bambini e donne sono fuggiti da soli. Alcuni minori non accompagnati sono privi di chi possa prendersi adeguatamente cura di loro.

La maggior parte degli sfollati sono accolti dalle comunità locali ospitanti, nonostante le risorse limitate. Molti vivono anche in edifici abbandonati, cliniche, scuole o moschee. Sono numerosi coloro che  hanno espresso preoccupazioni per i loro figli che hanno smesso di frequentare la scuola.

In considerazione dei movimenti forzati in corso e delle crescenti esigenze, l’UNHCR sta rafforzando la propria risposta sul terreno attraverso il suo ruolo di coordinamento delle operazioni di protezione e gli interventi operativi. L’Agenzia sta lavorando a stretto contatto con le organizzazioni partner a livello nazionale in cinque province colpite da questi spostamenti (Kasaï, Kasaï Central, Kwango, Kwilu e Lualaba), fornendo più di 267mila pasti caldi distribuiti ogni giorno. Una iniziale distribuzione di utensili di prima necessità per la casa, destinati a circa 20mila persone vulnerabili presenti nella provincia di Lualaba, avrà luogo nei prossimi giorni.

Assistere e proteggere gli sfollati interni sono sfide enormi, considerata la dimensione dell’area interessata – la regione Kasaï è grande quanto la Germania – oltre che le difficili condizioni delle strade e la mancanza di sicurezza.

Il conflitto nella regione di Kasaï, iniziato alla fine del 2016 tra un leader tradizionale locale – la Kamuina Nsapu – e le autorità statali, continua ad espandersi, con altri gruppi armati che sorgono e commettono gravi violazioni dei diritti umani contro i civili.