L’UNHCR estende la capacità dei campi di accoglienza per le persone in fuga da Mosul

Pubblicato il 07 marzo 2017 alle 16:11

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha aperto questa settimana il campo di Chamakor, il più recente fra quelli allestiti nell’area di Mosul, per poter gestire il picco di persone in fuga innescato dalla recente offensiva irachena volta a riconquistare i quartieri occidentali della seconda città irachena.

I posti disponibili si stanno rapidamente esaurendo nei campi ad est, mentre in quelli a sud sono già esauriti. Oltre 195.000 persone sono accolte attualmente nei 21 campi costruiti dalle agenzie delle Nazioni Unite e dal governo nei dintorni di Mosul. Nei campi esistenti, attualmente, vi sono spazi disponibili per non più di altre 109.000 persone.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati sta allestendo due ulteriori campi vicino a Mosul (Hasansham U2 ad est, e Hammam Al-Alil 2 a sud) per ulteriori 39.000 persone. L’Alto Commissariato sta inoltre installando 19 capannoni nel campo governativo di Hammam al-Alil che avranno la funzione di centri di accoglienza e area di transito e sta valutando di ampliare la capacità di posti dei campi a nord della città.

Il problema principale resta trovare terreni adeguati per l’allestimento di nuovi campi. Chamakor, a est di Mosul, ha accolto i suoi primi 200 ospiti lunedi. Ulteriori arrivi sono previsti per martedi e nel corso della settimana. Il campo è pronto per accogliere da subito 6.600 persone.

Fame e insicurezza sono state menzionate quali fattori chiave che hanno spinto queste famiglie a fuggire: esse hanno informato il personale dell’UNHCR dell’esistenza di gruppi armati che attaccano le aree recentemente riconquistate dalle Forze di sicurezza irachene (ISF/Iraqi Security Forces), causando la morte di diversi civili. Gli ultimi arrivati versano in condizioni disperate, visibilmente traumatizzati, affamati e disidratati.

Molti sono arrivati senza scarpe e con indosso indumenti fradici, dopo aver percorso lunghe distanze a piedi per cercare rifugio presso i checkpoint governativi. Alcuni si sono separati da propri famigliari, con la speranza di ricongiungersi una volta trovate vie di fuga sicure che conducano fuori dai quartieri occidentali di Mosul. Nelle ultime settimane, le famiglie hanno riferito di essere sopravvissute consumando un pasto al giorno a base di farina e acqua, saltuariamente integrato da pane o concentrato di pomodoro.

Attualmente sono 211.572 gli iracheni che sono dovuti fuggire a causa del conflitto a Mosul, e a questi se ne sono aggiunti oltre 50.000 dall’inizio delle ultime operazioni militari avviate il 19 febbraio nell’area occidentale della città.