L’UNHCR ribadisce la sua preoccupazione per la situazione in Burundi mentre i finanziamenti sono ai minimi termini

Pubblicato il 23 maggio 2017 alle 13:02

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ribadisce oggi la propria preoccupazione per la situazione instabile del Burundi, che continua a costringere migliaia di persone a cercare sicurezza nei Paesi confinanti. Dall’aprile del 2015 circa 410mila rifugiati e richiedenti asilo sono stati costretti a fuggire dalle loro case. E questi numeri sono in continuo aumento.

I rifugiati in arrivo continuano ad addurre come motivi della fuga abusi dei diritti umani, timore di persecuzioni e di violenza sessuale e di genere (SGBV). Se la situazione politica non migliorerà, la popolazione totale di rifugiati è destinata a raggiungere oltre mezzo milione entro la fine del 2017, rendendola potenzialmente la terza più grande situazione di rifugiati in Africa. Attualmente la Repubblica Unita della Tanzania ospita la maggioranza dei rifugiati burundesi con circa 249mila persone già alloggiate in tre campi sovraffollati. Il Rwanda ospita circa 84mila rifugiati, mentre altri 45mila si trovano in Uganda e circa 41mila nella Repubblica Democratica del Congo.

L’UNHCR ha aggiornato le sue necessità di finanziamento per la situazione del Burundi, portandole a 250milioni di dollari statunitensi (da 214). Le risorse sono urgentemente necessarie per fornire assistenza di emergenza ai nuovi arrivati ​​e un sostegno adeguato alle comunità che li ospitano. L’UNHCR ha finora ricevuto solo il 2 per cento dei fondi richiesti.

Le condizioni di vita dei rifugiati nei Paesi limitrofi sono estremamente difficili. L’aumento degli arrivi ​​sta mettendo sotto pressione la capacità di accoglienza dei campi rifugiati, in particolare in Tanzania, Rwanda e Repubblica Democratica del Congo. È necessario ricevere con urgenza i finanziamenti per migliorare i campi esistenti e costruirne di nuovi per decongestionare quelli attuali e garantire i servizi di base.

Anche l’istruzione dei bambini rifugiati è gravemente colpita e le classi non sono in grado di accogliere un numero così elevato di studenti. In Tanzania, è necessario costruire oltre 600 nuove aule, considerando che molti bambini seguono le lezioni all’aperto sotto gli alberi.

Nella Repubblica Democratica del Congo, ad esempio, i centri di transito non sono in grado di ospitare i rifugiati in arrivo, e ciò li costringe a vivere in condizioni estremamente difficili, spesso senza alcun riparo. La carenza di fondi sta ostacolando gli sforzi dell’UNHCR per allestire un sito per i rifugiati appena identificati a Mulongwe nella regione del Sud Kivu nella Repubblica Democratica del Congo.

Il sovraffollamento dei campi espone i rifugiati, soprattutto le donne e i bambini, ad ulteriori rischi. L’UNHCR e i suoi partner hanno indicato i rischi di protezione e di salute e il rischio di una nuova epidemia di colera.

Numerosi rifugiati burundesi sono fuggiti anche in Kenya e nei paesi dell’Africa meridionale tra cui Zambia, Mozambico, Malawi e Sudafrica.

L’UNHCR rinnova la sua richiesta ai donatori affinché continuino a sostenere i Paesi che ospitano i rifugiati burundesi. L’Agenzia sta anche ribadendo il suo appello ai Paesi confinanti per consentire un accesso continuato a coloro che fuggono dal Burundi e affinché i rifugiati non vengano rimpatriati contro la loro volontà.