Perdurano le condizioni di insicurezza per gli ucraini sfollati mentre si entra nel quarto anno di conflitto

Pubblicato il 11 agosto 2017 alle 2:48

Con l’ingresso nel quarto anno di conflitto, risultano quasi 1,6 milioni gli ucraini sfollati che lottano ogni giorno per trovare sicurezza, alloggi adeguati e accesso a un’occupazione.

Sporadici  colpi di fuoco incrociato in aree vicine alla linea di contatto continuano a danneggiare le infrastrutture civili, comportando nuove esigenze di natura umanitaria e creando rischi di esodo forzato. Le condizioni di sicurezza rimangono preoccupanti per quasi 800mila persone che vivono vicino alla linea di contatto nelle regioni di Donetsk e Luhansk nella prate orientale del paese.

Nel giugno di quest’anno, il Servizio statale ucraino delle guardie di frontiera (SBGS) ha registrato più di 1,1 milioni di attraversamenti della linea di divisione nell’Ucraina orientale. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR ) esprime preoccupazione per le difficoltà legate alla libera circolazione dei civili, in particolare durante l’attraversamento della linea di conflitto. Si verificano frequentemente lunghe code e conseguenti ritardi nei controlli. Chi è in attesa di attraversare il confine ha accesso limitato ai servizi di base, come acqua potabile, servizi igienici, ripari contro il maltempo e assistenza medica.

Ciò crea ulteriori difficoltà per chi ha mobilità limitata ed esigenze specifiche, in particolare le persone anziane e le madri che compiono il viaggio con bambini al seguito. Dall’inizio di quest’anno, l’UNHCR ha fornito assistenza tecnica per migliorare le condizioni di tutti i punti di attraversamento, così da ridurre i ritardi.

Dall’inizio del 2016, quasi 586mila persone pensionate ed anziane residenti nella zona del conflitto hanno perso la possibilita’ di ritirare le loro pensioni a seguito di procedure di verifica introdotte dal governo ucraino. Ciò ha colpito i gruppi più vulnerabili, poiché per molti di loro le pensioni e i pagamenti sociali rappresentano la sola fonte di reddito.

Coloro che vivono nelle aree che non sono sotto il controllo governativo sono obbligati a registrarsi come sfollati interni presso le autorità ucraine per avere accesso alle proprie pensioni e ai pagamenti sociali.

L’UNHCR e i suoi partner chiedono che gli sfollati possano avere pieno accesso ai servizi e ai pagamenti governativi, e di evitare che la riscossione delle pensioni e delle prestazioni sociali sia vincolata al luogo di residenza.

Gli esodi forzati hanno colpito in modo particolare i gruppi vulnerabili, tra cui si annoverano più di 50mila persone con disabilità che sono state costrette a fuggire dalle loro case. Oltre all’accesso ai servizi, spesso si trovano ad affrontare ulteriori difficoltà e discriminazioni basate sulla loro disabilità, sull’etnia di appartenenza o sulla religione professata.

Almeno 40 comunità residenti vicino alla linea di divisione hanno accesso limitato ai servizi medici. Circa 150 strutture sanitarie sono state danneggiate dall’inizio del conflitto e anche il personale medico ha lasciato l’area.

Nelle zone colpite i bambini hanno accesso limitato all’istruzione a causa delle cattive condizioni di sicurezza e dei danneggiamenti agli edifici scolastici. Almeno 700 scuole sono state danneggiate dall’inizio del conflitto, di cui 55 direttamente colpite dall’inizio dell’anno. Nel 2017, 89 scuole sono state riparate con l’assistenza dell’UNHCR.

Il livello di distruzione delle abitazioni civili è notevolmente superiore del previsto, con un numero pari a circa 40-60 case danneggiate ogni settimana nelle comunità vicine alla prima linea. Più di 10mila case danneggiate devono essere ristrutturate. Nel 2017, l’UNHCR e i partner nel settore abitativo hanno contribuito a sistemare più di mille alloggi civili, ma si tratta solamente di una frazione di bisogni presenti nel territorio, dal momento che i continui bombardamenti e le condizioni di sicurezza pericolose ostacolano l’accesso a molte nuove aree danneggiate.

Dall’inizio dell’anno l’UNHCR ha condotto 123 focus group con la popolazione colpita dal conflitto, tra cui donne, bambini orfani, persone con disabilità e gravi condizioni mediche, e LGBTI in 10 regioni dell’Ucraina. Il rapporto che riassume questa valutazione condotta con metodologie partecipative fornisce dati di prima mano e testimonianze delle famiglie sfollate.

In un contesto di gravi problemi connessi alla sicurezza, all’accesso ai servizi di base, agli alloggi, all’occupazione e ai mezzi di sussistenza, i residenti delle comunità frontaliere parlano anche di case civili usate per scopi militari. La presenza di combattenti e armi nelle aree residenziali pone le popolazioni civili a rischio durante i combattimenti.

L’UNHCR continua a chiedere a tutte le parti coinvolte nel conflitto di garantire la protezione dei civili e degli insediamenti civili dalle conseguenze dei combattimenti e dei bombardamenti e di limitare l’uso delle case civili per scopi militari. 

Il rapporto di valutazione è disponibile in uno dei seguenti link:

www.unhcr.org.ua/pa

http://unhcr.org.ua/attachments/article/1526/2017%2006%20UNHCR%20UKRAINE%20Participatory%20Assessment%20FINAL%20EN.pdf