Un numero significativo di sfollati ritorna nelle loro case, mentre prosegue il conflitto in corso in Siria

Pubblicato il 30 giugno 2017 alle 3:38

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sta notando un aumento significativo di ritorni volontari verso e all’interno della Siria nel corso del 2017.

Le agenzie umanitarie stimano che più di 440.000 sfollati interni sono ritornati nelle loro case in Siria durante i primi sei mesi di quest’anno. Parallelamente, l’UNHCR ha finora monitorato fino a 31.000 rifugiati siriani di ritorno dai paesi confinanti. Dal 2015, circa 260.000 rifugiati sono tornati spontaneamente in Siria, soprattutto dalla Turchia.

I principali fattori che influenzano la decisione dei rifugiati di tornare autonomamente nelle loro zone di origine (soprattutto ad Aleppo, Hama, Homs, Damasco e in altri governatorati) sono legati soprattutto alla ricerca di familiari, alla necessità di verificare lo stato delle proprie proprietà e, in alcuni casi, a un miglioramento reale o percepito delle condizioni di sicurezza in alcune parti del paese.

Alla luce di un numero progressivo di ritorni di sfollati interni e, talvolta, di rifugiati, riportato finora nel corso di quest’anno,  l’UNHCR ha iniziato a rafforzare la propria capacità operativa all’interno della Siria. Per rispondere adeguatamente alle esigenze iniziali degli sfollati ritornati, l’UNHCR – nell’ambito della risposta globale delle Nazioni Unite all’interno della Siria – espanderà la sua capacità di risposta umanitaria, con un forte accento sulla fornitura di servizi di protezione, migliorando le condizioni di alloggio e contribuendo alla riabilitazione di alcune infrastrutture essenziali e servizi di base, tutto questo in stretto coordinamento con i propri partner e le agenzie leader dei vari settori.

Al di fuori della Siria, l’UNHCR sta rafforzando il monitoraggio dei movimenti di frontiera e l’analisi delle intenzioni dei rifugiati per essere pronta a qualsiasi cambiamento che potrebbe portare a un movimento di ritorno dei rifugiati, assicurandosi al contempo che le voci e necessità di questi ultimi siano prese in considerazione in qualsiasi pianificazione.

Mentre vi è una maggiore speranza legata ai recenti colloqui di pace di Astana e Ginevra, l’UNHCR ritiene che la situazione in Siria non sia ancora adeguata per permettere ai rifugiati di ritornare a casa in condizioni di sicurezza e dignità. La sostenibilità dei miglioramenti in materia di sicurezza in molte aree di ritorno è incerta, e permangono rischi significativi riguardo ai livelli di protezione nel corso di ritorni volontari, sicuri e dignitosi, che non vengono soddisfatti in alcune parti del paese. L’accesso alla popolazione sfollata all’interno della Siria rimane una sfida fondamentale, con i convogli di aiuti umanitari ancora impossibilitati ad accedere regolarmente anche alle aree rese accessibili recentemente.

Altre sfide si presentano rispetto ai ritorni sostenibili e su larga scala: opportunità di sostentamento limitate, carenza di cibo e acqua, insufficienza o inesistenza di servizi sanitari, sociali e altri servizi di base. Molte scuole siriane sono state danneggiate o distrutte, e non offrono pertanto alcuna possibilità di accesso all’istruzione.

In questa fase, mentre l’UNHCR investirà -insieme ad altri partner- nell’aiutare a migliorare le condizioni nelle aree accessibili all’interno della Siria, al momento i ritorni in patria dai paesi ospitanti non possono essere sostenuti né agevolati dall’UNHCR.

Per i 5 milioni di rifugiati che sono stati generosamente ospitati nella regione, e nonostante alcuni ritorni autogestiti, c’è una chiara necessità di continuare a finanziare e sostenere programmi nei paesi ospitanti, soprattutto attraverso la strategia regionale e l’appello interagenzia 3RP.

Garantire l’accesso all’asilo ai rifugiati siriani e preservare la capacità e le condizioni per rimanere nei paesi ospitanti restano punti critici. Nel frattempo, l’UNHCR continuerà a monitorare i movimenti di ritorno, pianificare e attuare la sua risposta sia all’interno che all’esterno della Siria, in collaborazione con altre agenzie delle Nazioni Unite e le ONG, nell’ambito della risposta globale dell’ONU all’interno della Siria. Al riguardo, l’UNHCR sta intraprendendo una serie di passi preparatori in vista del momento in cui saranno presenti le condizioni per il rimpatrio volontario dei rifugiati in condizioni di sicurezza e dignità.

Dei 304 milioni di dollari che l’UNHCR ha richiesto per assistere gli sfollati interni in Siria nel 2017, ne sono stati ricevuti 103 (pari al 33%). Nel corso dell’anno l’UNHCR cercherà ulteriori 150 milioni di dollari USA per aumentare il suo impegno all’interno della Siria a supporto di sfollati, persone rientrate nelle proprie case e altre persone vulnerabili, allo scopo di contribuire a migliorare le condizioni di vita nelle potenziali aree di ritorno.