YEMEN: UNHCR porta aiuti nei punti di maggiore crisi e segnala che le condizioni sono in peggioramento

Pubblicato il 16 maggio 2017 alle 4:51

Le ostilità nel governatorato di Taizz, a sud di Al Hudaydah, hanno causato quasi 50.000 sfollati dall’inizio del 2017.

Questo dato si aggiunge ai tre milioni di persone costrette a fuggire dall’inizio del conflitto in Yemen, delle quali due milioni sono sfollate all’interno del Paese e un milione sono provvisoriamente tornate a casa in condizioni precarie.

Il personale dell’UNHCR è tornato sul campo la scorsa settimana, dopo aver effettuato alcune distribuzioni di aiuti di emergenza nel distretto di Mokha, una delle aree più colpite del governatorato di Taizz. Per le organizzazioni umanitarie, accedere a Mokha è molto difficile, a causa degli scontri e delle restrizioni imposte dalle diverse parti coinvolte nel conflitto.

L’UNHCR è riuscito ad accedere a Mokha per la terza volta quest’anno. A Mokha sono stati distribuiti beni di prima necessità a più di 6.200 persone, che si aggiungono alle 69.857 già assistite dall’inizio di quest’anno. Nello stesso periodo sono state raggiunte altre 17.745 persone a Hudaydah.

Il governatorato di Taizz è stato un punto focale del conflitto, provocando il 27 per cento degli sfollati interni di tutto lo Yemen e ospitando a sua volta altre 303.672 persone sfollate. Molti, nel tentativo di fuggire dalle ostilità a Taizz, hanno cercato protezione in altre zone all’interno di tutto il governatorato.

A Mokha, lo staff dell’UNHCR riporta un peggioramento delle condizioni di vita sia per le persone sfollate a causa del conflitto, che per le comunità locali che le ospitano. Molte persone vivono all’aperto in condizioni difficili e senza adeguato riparo, protezione e assistenza primaria.

A Hudaydah, il team sul campo dell’UNHCR registra il maggior picco in termini di bisogno di aiuti umanitari. Gli sfollati vivono per strada, alcuni hanno creato rifugi provvisori sui marciapiedi, e le fasce più vulnerabili, tra cui donne e famiglie composte di soli bambini, cercano di sopravvivere ripiegando su accattonaggio e lavoro minorile, ormai dilagante in tutto il governatorato.

Alla fine del mese scorso l’UNHCR aveva avvisato che l’intensificarsi del conflitto ad Al Hudaydah avrebbe portato a spostamenti su larga scala di circa mezzo milione di persone, aumentando ulteriormente i bisogni e le vulnerabilità in un’area che presenta già grandi criticità dato che ospita un alto numero di sfollati causati dal conflitto e presenta livelli critici di malnutrizione.

Con oltre 109.000 persone sfollate accolte ad Hudaydah, aumentano le preoccupazioni che il possibile intensificarsi delle ostilità nel governatorato potrebbero rendere incerta o impossibile la loro fuga.

In previsione di questo possibile intensificarsi delle ostilità, l’UNHCR si sta preparando con gli altri partner per rispondere agli spostamenti che potrebbero verificarsi nei diversi scenari. L’UNHCR sta già predisponendo beni e materiali per far fronte a qualsiasi spostamento improvviso, e stabilirà centri multi-servizio lungo le principali rotte per offrire prima accoglienza alle persone che fuggono dalla violenza.

L’UNHCR fornirà inoltre kit di prima necessità, servizi di protezione essenziali, ripari di emergenza e assistenza nelle destinazioni finali di arrivo delle persone sfollate, inclusi materiali per la costruzione dei ripari, vouchers, contributi finanziari o sussidi in denaro per gli affitti, a seconda delle esigenze.

Con l’attuale scarsità di fondi a livelli critici, e milioni di sfollati in tutto lo Yemen, l’UNHCR chiede con urgenza ulteriore supporto per far fronte ai flussi di persone presenti e a quelli previsti.

Ad oggi, la risposta dell’UNHCR alla crisi umanitaria in Yemen è finanziata per meno di un quarto.