Commento alla stampa dell’Assistente Alto Commissario per la protezione dell’UNHCR Gillian Triggs su ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale

Pubblicato il 01 maggio 2020 alle 20:05

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, fa appello ad un maggiore coordinamento, alla solidarietà e alla condivisione delle responsabilità alla luce dell’aumento dei movimenti di rifugiati e migranti nel Mediterraneo.

Nonostante le difficili circostanze in cui si trovano attualmente molti Paesi a causa del COVID-19, la protezione delle vite e dei diritti umani fondamentali deve rimanere in primo piano nel nostro processo decisionale. Il salvataggio in mare è un imperativo umanitario ed un obbligo del diritto internazionale.

Le legittime preoccupazioni per la salute pubblica possono essere affrontate attraverso la quarantena, i controlli sanitari ed altre misure. Tuttavia, ritardi nei soccorsi o impedimenti agli sbarchi di imbarcazioni in difficoltà mettono a rischio le vite delle persone. Un porto sicuro per lo sbarco dovrebbe essere fornito senza indugio, insieme a un rapido accordo su come condividere la responsabilità tra gli Stati per l’accoglienza delle persone una volta raggiunta la sicurezza sulla terraferma.

Considerato il perdurare del conflitto in corso in Libia, della detenzione abituale in condizioni disumane dei rifugiati e richiedenti asilo sbarcati, che spesso si trovano ad affrontare condizioni di sovraffollamento e insalubri, e delle altre problematiche relative al rispetto dei diritti umani, l’UNHCR ribadisce che nessuno dovrebbe essere riportato in Libia dopo essere stato soccorso in mare.

Gli Stati costieri europei del Mediterraneo spesso si fanno carico delle maggiori responsabilità nel caso di arrivi via mare. Quei pochi Stati che permettono regolarmente lo sbarco dovrebbero poter contare sulla solidarietà prevedibile degli altri stati UE attraverso un meccanismo rapido ed efficace di trasferimento, oltre che sul sostegno alle strutture di accoglienza.

I limiti alla capienza di queste strutture sono anche una delle ragioni principali che rendono problematici gli sbarchi di rifugiati e migranti salvati in mare dopo viaggi estenuanti attraverso il Mediterraneo.

In questo contesto, l’UNHCR esorta a rafforzare la solidarietà intra-UE con gli Stati costieri mediterranei dell’UE che accolgono rifugiati e migranti e chiede agli altri Stati membri di mostrare una maggiore condivisione delle responsabilità sotto forma di sostegno ai trasferimenti. Gli sforzi collettivi sono essenziali per salvare vite umane in mare.

Al di là dell’attuale crisi per il COVID-19, l’UNHCR chiede un rinnovato impegno per ridurre la perdita di vite umane in mare, compresa una maggiore capacità di ricerca e soccorso e un meccanismo prevedibile di sbarco.

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