COMMENTO STAMPA DI VINCENT COCHETEL, DIRETTORE DELL’UFFICIO EUROPEO DI UNHCR

Pubblicato il 23 marzo 2017 alle 23:22

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è profondamente allarmato dalla notizia di almeno due naufragi al largo delle coste libiche. Secondo fonti di organizzazioni non governative, cinque salme di giovani uomini sono state recuperate oggi a 14 miglia dalle coste libiche, vicino a due gommoni vuoti e parzialmente affondati. Tutti e cinque sarebbero morti per annegamento nelle ultime 24 ore, secondo quanto riportato dallo staff medico a bordo della nave Golfo Azzurro. Ciononostante, dato che di solito questo tipo di gommoni hanno a bordo 120/130 persone, l’UNHCR teme che il conto dei morti possa essere molto più alto e che decine e decine di persone possano aver perso la vita in questi incidenti.

Questo pomeriggio le ONG avevano poi ricevuto la richiesta dal Centro di Coordinamento di Salvataggio Marittimo di Roma di cercare una terza barca che aveva mandato una richiesta di soccorso. Le ONG stanno ancora pattugliando l’area alla ricerca di questa terza imbarcazione.

Questi episodi seguono una settimana di arrivi intensi sulla rotta del Mediterraneo Centrale: all’incirca 6.000 migranti e rifugiati sono stati salvati in solamente cinque giorni.

Dall’inizio del 2017 a oggi, 21.903 persone hanno attraversato il Mar Mediterraneo dalla Libia diretti in Italia. Nello stesso periodo del 2016, 18.777 persone avevano intrapreso lo stesso pericolosissimo viaggio. Finora, se si escludono queste ultime tragedie, sono 587 le persone morte nell’impresa di attraversare il Mediterraneo verso l’Europa. Il 2016 era stato l’anno con il maggior numero di morti di sempre, 5.096.

Per sconfiggere il business dei trafficanti di esseri umani servono vie legali credibili per le persone che hanno bisogno di protezione internazionale, fra cui il programma di reinsediamento, la riunificazione familiare e sponsorizzazioni private.