Dichiarazione di Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sul vertice di Parigi del 28 agosto

Pubblicato il 29 agosto 2017 alle 12:39

 

“L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime soddisfazione per gli impegni assunti nella giornata del 28 agosto in occasione del vertice di Parigi sulle migrazioni e l’asilo.

Sono incoraggiato dall’annuncio di un piano d’azione globale che potrà supportare soluzioni a lungo termine alla questione complessa dei flussi misti e aiutare ad affrontare le cause alla radice di tali flussi, in stretta collaborazione con i Paesi di origine e di transito e in conformità con il diritto internazionale.

Nell’esperienza dell’UNHCR, misure che mirano semplicemente a ridurre il numero degli arrivi non risolvono il problema delle migrazioni forzate. Perché un approccio abbia effetti significativi deve includere una serie di azioni forti e decise per garantire una pace duratura nei Paesi in conflitto, nonché lo sviluppo sociale ed economico nei luoghi di origine.

Sono contento del rinnovato impegno per il salvataggio di coloro che si trovano in pericolo in mare e nel deserto. Il salvataggio delle vite umane deve rimanere un aspetto centrale della risposta che verrà intrapresa, insieme ad azioni decise contro i trafficanti.

In molti casi, si tratta di persone che fuggono da guerre o persecuzioni. Accolgo con favore la posizione espressa oggi da diversi Stati rispetto alla necessità di offrire loro una protezione internazionale. Garantire l’accesso all’asilo e il suo rafforzamento sono aspetti fondamentali in tutti i Paesi di asilo e di transito. La stabilità politica e la sicurezza in Libia sono particolarmente importanti per consentire l’accesso adeguato a migliaia di rifugiati e migranti bloccati nel Paese. Attualmente la maggior parte delle persone subiscono gravi violazioni dei diritti umani e vivono in condizioni inaccettabili.

Si guarda con estremo favore all’impegno per fornire maggiori opportunità di reinsediamento per le persone che hanno bisogno di protezione internazionale da parte di tutte le regioni lungo la rotta mediterranea centrale e per accelerare il programma di ricollocamento all’interno dell’UE dall’Italia e dalla Grecia. Sono necessari anche canali complementari, che comprendono un meccanismo facilitato per il ricongiungimento familiare. Questi sono tutti passi positivi che devono essere implementati e ampliati tempestivamente”.