Nuovo naufragio nel Mediterraneo: il commento di Volker Türk, Assistente dell’Alto Commissario UNHCR per la Protezione

Pubblicato il 29 marzo 2017 alle 16:58

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime profondo dolore per la notizia di un nuovo naufragio nel Mediterraneo con 146 possibili vittime.

Questa mattina a Lampedusa il nostro personale ha incontrato l’unico sopravvissuto di quest’imbarcazione che sarebbe naufragata con a bordo 147 persone, inclusi 5 bambini e diverse donne in stato di gravidanza. Il giovane sopravvissuto di 16 anni ha riferito che l’imbarcazione su cui viaggiavano sarebbe partita 2 giorni prima da Sabratha, in Libia, e avrebbe cominciato ad imbarcare acqua dopo poche ore di navigazione. Il giovane è riuscito a sopravvivere aggrappandosi ad una tanica di benzina fino al salvataggio da parte di una nave spagnola che opera nell’ambito dell’Operazione Sophia.

Quest’ultima tragedia rappresenta un altro drammatico modo per ricordare quanto siano di vitale importanza robuste capacità di ricerca e soccorso in mare. Il salvataggio di vite umane in mare deve rimanere una priorità chiave per tutti e per questo l’UNHCR elogia l’azione della Guardia Costiera Italiana in coordinamento con Frontex, l’Agenzia Europea della Guardia Costiera e di frontiera.

Anche le ONG stanno avendo un ruolo chiave nel salvataggio di vite umane, dal momento che contribuiscono con ulteriori e necessarie capacità di ricerca e soccorso. Nel 2016, il 26 per cento di tutte le operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale sono state condotte dalle ONG, più del doppio di quelle dell’anno precedente.

L’aumento del numero di arrivi in Italia con 23.085 persone arrivate ad oggi nel 2017, la peggiore qualità delle imbarcazioni impiegate dai trafficanti, inclusi gommoni estremamente fragili che non riescono a durare per tutta la traversata, rendono queste operazioni di ricerca e soccorso più necessarie che mai.

Secondo un rapporto della Guardia Costiera Italiana del 2016, la mancanza di telefoni satellitari sulle imbarcazioni, l’elevato numero di partenze che avvengono di notte dalla Libia anche in condizioni di mare pessime, l’uso di gommoni, insieme all’aumento delle persone che vengono stipate a bordo, contribuiscono ad aumentare le probabilità di naufragio.

Il 19 settembre 2016 con l’adozione della Dichiarazione di New York su Rifugiati e Migranti, gli Stati Membri delle Nazioni Unite hanno elogiato gli sforzi per il salvataggio delle persone in mare e si sono impegnati ad intensificare la cooperazione internazionale per rafforzare i meccanismi di ricerca e soccorso.