UNHCR Giordania e l’Ospedale Bambin Gesù di Roma, insieme per rispondere ai bisogni di bambini rifugiati e giordani

Pubblicato il 09 agosto 2017 alle 3:13

L’UNHCR Giordania ha firmato oggi un Memorandum d’intesa con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù della Santa Sede, sostenuto dalla Nunziatura Apostolica della Giordania, per effettuare interventi medici ai bambini rifugiati e giordani in condizioni di vulnerabilità e con malattie gravi.

La cerimonia di firma segna l’inizio di una collaborazione che garantirà a più di 300 bambini di ricevere interventi chirurgici salva vita nel 2017. Questa collaborazione permetterà anche uno scambio di competenze professionali e opportunità di apprendimento reciproco per i professionisti del settore che partecipano all’iniziativa.
L’Ospedale Bambino Gesù è ormai diventato un centro di riferimento per la salute dei bambini e degli adolescenti in Italia e all’estero. Attualmente è il più grande centro ospedaliero specialistico e di ricerca in Europa per i bambini, che copre tutti i reparti pediatrici: trapianti, malattie genetiche e metaboliche, cardiologia e chirurgia cardiaca,  neuroscienza e riabilitazione sono eccellenze nella ricerca e nella cura.
L’ospedale svolge l’attività sanitaria in 4 strutture. Ha 607 posti letto su una superficie totale di 500.000 metri quadrati. Ogni anno, l’ospedale conta 27.000 ricoveri ospedalieri, 27.000 procedure chirurgiche e interventi, 44.000 day hospital, 80.000 ricoveri di emergenza e oltre 1.700.000 servizi ambulatoriali, che rappresentano numeri tra i più significativi in Europa.
L’UNHCR Giorgania supporta l’assistenza sanitaria primaria e secondaria rivolta ai rifugiati residenti nel Paese, con lacune importanti nel sostenere i costi elevati dei trattamenti. A causa di cio’ molti bambini con problemi gravi non possono accedere alle cure mediche necessarie.
L’UNHCR ha registrato almeno 1.500 bambini che hanno bisogno di un trattamento terziario per gravi problemi di salute come il cancro, l’insufficienza cardiaca e problemi neurologici. Grazie a queste missioni mediche che si svolgeranno da ora fino alla fine dell’anno, si effettueranno interventi su casi già identificati in attesa di interventi chirurgici, cardiovascolari, oftalmici, ortopedici e neurologici.
Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale Bambino Gesù della Santa Sede, ha dichiarato: “Quando è disponibile una vera cura e interessi comuni solo per aiutare chi ne ha bisogno, la risposta può essere immediata. Il nostro ospedale è lieto della collaborazione con l’UNHCR, ero in Giordania solo la settimana scorsa, in pochi giorni abbiamo messo a disposizione un chirurgo cardiovascolare pediatrico per lavorare a stretto contatto con il team dell’Ospedale universitario giordano e oltre 30 bambini con gravi malformazioni cardiache hanno ricevuto consultazioni e sono stati individuati per successivi interventi chirurgici “.
Daniela Cicchella, Assistente rappresentante per la Protezione dell’UNHCR, ha dichiarato: “Accogliamo con grande favore il sostegno sanitario supplementare di cui possono beneficiare sia i rifugiati sia i giordani, soprattutto in questo momento in cui ci sono ridotte opportunità di reinsediamento per motivi medici. Questo contributo fornisce un servizio vitale e un’opportunità per scambiare esperienze nel campo della  chirurgia pediatrica”.
Ci sono circa 700.000 rifugiati registrati dall’UNHCR in Giordania, appartenenti ad  oltre 40 nazionalità diverse e che vivono in gran parte nelle aree urbane. L’UNHCR fornisce protezione e assistenza ai rifugiati attraverso una vasta gamma di servizi, tra cui contributi economici diretti per sostenere le spese mediche essenziali  e garantire l’accesso ai servizi medico sanitari di base.