CON L’AGGRAVARSI DELLA CRISI IN SUD SUDAN L’ETIOPIA DIVENTA IL PRINCIPALE PAESE AFRICANO DI ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI

Pubblicato il 19 agosto 2014 alle 8:00

L’Etiopia ha superato il Kenya diventando il più grande paese di accoglienza dei rifugiati in Africa; alla fine di luglio, ultima data di cui sono disponibili le cifre, l’Etiopia ospitava infatti 629.718 rifugiati, mentre il Kenya, tuttora uno dei principali paesi di destinazione, accoglie 575.334 rifugiati e richiedenti asilo registrati.

Il fattore principale di questo aumento è il conflitto in Sud Sudan, scoppiato a metà dicembre dello scorso anno, a causa del quale 188mila rifugiati sono arrivati in Etiopia dall’inizio del 2014. Al momento l’Etiopia conta 247mila rifugiati sud-sudanesi – la più numerosa popolazione di rifugiati nel paese, seguita da quella somala (245mila) ed eritrea (99mila). Negli ultimi sette mesi,  circa 15mila eritrei e più di 3.000 somali sono arrivati in Etiopia.

Insieme al governo etiope e ad altri partner, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) fornisce protezione e aiuti umanitari in 23 campi profughi e cinque centri di transito in tutto il paese.

Tre di questi campi e tre aree di transito sono nuovi, essendo stati aperti a inizio anno per gestire il numero crescente di rifugiati in fuga dai combattimenti nel Sud Sudan. Tutti e tre i campi sono al completo e altri due sono in fase di allestimento. In attesa di essere trasferiti nei nuovi campi, più di 18mila rifugiati sono stati sistemati in tre centri temporanei a Pagak, Pamdong e Matar, nella regione occidentale di Gambella.

Tuttavia, le abbondanti precipitazioni delle ultime settimane hanno allagato i tre siti, che si trovano a bassa quota, e il campo di Leitchuor, dove la situazione è particolarmente grave. Circa 10mila rifugiati – più di un quinto della popolazione di Leitchuor, pari a 47.600 persone – sono stati colpiti dalle alluvioni. Molte tende e costruzioni sono sommerse dall’acqua e le latrine sono fuori uso. La situazione desta seri timori per la salute e rischia di pregiudicare i progressi ottenuti nel prevenire malattie di origine idrica. Alcuni rifugiati hanno allestito le tende sulle strade più rialzate del campo.

In vista del perdurare della stagione delle piogge fino a ottobre, l’UNHCR è al lavoro con i propri partner per drenare il più rapidamente possibile l’acqua piovana accumulatasi in un vicino ruscello. Si sta inoltre accelerando l’allestimento del nuovo campo di Nip Nip, a circa tre chilometri da Leitchuor, in grado di ospitare 20mila rifugiati. Nel frattempo, i rifugiati colpiti dalle piogge vengono trasferiti dalla strada a luoghi più asciutti del campo e vengono inviati  nella zona generi di soccorso da distribuire a coloro che nelle alluvioni hanno perso i pochi effetti personali.

La maggior parte della regione di Gambella si trova a bassa quota ed è a rischio di inondazioni. L’UNHCR continua a lavorare con il governo a livello federale e regionale per identificare siti meno proni alle inondazioni.

Ulteriori informazioni

La crisi del Sud Sudan ha provocato massicci spostamenti all’interno del paese e negli stati confinati. Al 14 agosto si calcolavano 1.861 milioni cittadini del Sud Sudan costretti aa abbandonare le proprie case, dei quali 1.287.831 sfollati interni e 576.340 rifugiati nei paesi limitrofi. Il Sud Sudan continua inoltre a ospitare circa 243mila rifugiati, la maggior parte proveniente dal Sudan.