Convoglio UNHCR raggiunge le persone sfollate nel sud della Libia

Pubblicato il 20 aprile 2018 alle 4:15

Nel corso della settimana, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è riuscito a consegnare aiuti d’emergenza a centinaia di famiglie libiche costrette a fuggire nella città di Murzuk, nel sud della paese. In questa regione della Libia le persone hanno un disperato bisogno di assistenza umanitaria in quanto i recenti scontri tra gruppi armati all’interno e nei pressi della città di Sabha, situata a circa 760 km a sud di Tripoli, hanno costretto circa 1.900 famiglie a fuggire dalle proprie case.

Il convoglio UNHCR con gli aiuti di emergenza è partito dalla capitale Tripoli il 4 aprile. I sette camion carichi di beni di primo soccorso sono riusciti a raggiungere Sabha il giorno seguente, dove gli operatori UNHCR hanno distribuito aiuti umanitari a 850 famiglie sfollate. L’accesso a Murzuq e Oubari, più a sud, era inizialmente bloccato per ragioni di sicurezza e gli aiuti sono stati trattenuti a Sabha.

Tuttavia, all’inizio di questa settimana, la popolazione locale ha iniziato a utilizzare le strade principali da Sabha a Murzuk. Ciò ha dato all’UNHCR un margine di manovra per consegnare urgentemente beni di prima necessità alla città di Murzuk, dove mercoledì 18 aprile 370 famiglie sfollate hanno finalmente ricevuto gli aiuti necessari.

La popolazione libica sfollata a sud ha estremo bisogno di alloggi adeguati e di beni di base tra cui kit per l’igiene, materassini, materassi e set da cucina. A peggiorare le cose, l’accesso umanitario a queste zone della Libia è stato limitato per settimane e la situazione rimane estremamente instabile. Molti hanno cercato rifugio nelle scuole locali, negli ospedali e in altri edifici pubblici.

In Libia, attualmente sono più di 184.000 le persone sfollate all’interno del paese bisognose di assistenza umanitaria e 368.000 sono coloro che di recente hanno fatto ritorno alle proprie case. L’UNHCR continua a operare nel loro interesse e a fornire assistenza finché non si arriverà a individuare soluzioni durature, compreso il ritorno a casa su base volontaria, in condizioni di dignità e sicurezza.

Per rispondere ai bisogni di oltre mezzo milione di libici costretti ad abbandonare le proprie case a causa della guerra, negli ultimi mesi l’UNHCR ha rafforzato la propria capacità di azione e le risorse del 300 percento.

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