Dichiarazione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati sul rimpatrio dei rifugiati rohingya in Myanmar

Pubblicato il 12 novembre 2018 alle 13:36

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sostiene il rimpatrio volontario e sostenibile in condizioni di sicurezza e dignità dei rifugiati rohingya nei luoghi di origine o di scelta, e lavorerà con tutte le parti per realizzare questo obbiettivo.

Il rimpatrio dei rifugiati ha come premessa la decisione libera e informata di rientrare, presa su base individuale.

Il ritorno dei rifugiati dovrebbe avere luogo solo a seguito di una richiesta espressa liberamente, in base a informazioni pertinenti e affidabili circa le condizioni all’interno del paese di origine e nella zona di rientro.

Il modo migliore per fornire queste informazioni ai rifugiati rohingya in Bangladesh è permettere di andare a verificare loro stessi le condizioni in Myanmar.

Prima di decidere se rientrare, i rifugiati che hanno ottenuto il permesso dal Myanmar, dovrebbero potersi recare nei luoghi di origine nello Stato di Rakhine o in altri luoghi, afinché possano valutare indipendentemente se sentono di poter tornare in condizioni di sicurezza e dignità.

Le autorità del Myanmar dovrebbero permettere a questi rifugiati di compiere tali visite di ricognizione senza pregiudicare il loro diritto di ritorno in un secondo momento, qualora dovessero decidere a seguito della visita che le attuali condizioni nello Stato di Rakhine non permettono un ritorno sicuro e dignitoso.

La responsabilità di migliorare queste condizioni è del Myanmar. Sebbene l’UNHCR non consideri le attuali condizioni nello Stato di Rakhine tali da favorire il ritorno volontario, sicuro, dignitoso e sostenibile dei rifugiati dal Bangladesh, l’Agenzia continua a sostenere gli sforzi del governo del Myanmar per creare tali condizioni, nel quadro del Memorandum d’Intesa tripartito tra l’UNHCR, l’UNDP e il governo del Myanmar firmato lo scorso giugno. L’UNHCR, inoltre, esprime profonda gratitudine al governo del Bangladesh che continua ad accogliere con generosità i rifugiati rohingya fino a quando non potranno rientrare in Myanmar in condizioni di sicurezza e dignità.