Dichiarazione dell’UNHCR sull’uccisione del sindacalista maliano Soumayla Sacko

Pubblicato il 05 giugno 2018 alle 1:53

L’UNHCR esprime profondo dolore per l’uccisione di Soumayla Sacko, giovane maliano di 29 anni attivista per il sindacato Usb e il ferimento di altri due connazionali lavoratori stagionali. Secondo quanto riportato i tre sono stati raggiunti da colpi di fucile sabato scorso mentre raccoglievano lamiere in una fabbrica dismessa a San Calogero, nel vibonese, poco distante dalla baraccopoli dove vivono.

“Siamo profondamente scioccati per la tragica scomparsa di Soumayla Sacko e siamo vicini ai familiari e agli amici delle vittime. In un clima sempre più caratterizzato da tensioni e intolleranza, condanniamo questo episodio di brutale violenza che si è consumato in un territorio complesso e caratterizzato da situazioni di forte degrado, marginalità e sfruttamento”, dichiara Felipe Camargo, Rappresentate dell’UNHCR per il Sud Europa.

Negli insediamenti informali nell’area di Rosarno, molti dei quali hanno assunto un carattere permanente, nel tempo hanno trovato una sistemazione oltre 1.000 persone tra cui richiedenti asilo, titolari di protezione e lavoratori con regolare permesso di soggiorno.

“E’ solo attraverso prospettive di piena inclusione sociale, in presenza di un regolare accesso ai servizi e di tutela legale che sarà possibile sottrare queste persone a forme di sfruttamento,” dichiara Camargo.

L’UNHCR chiede che vengano tempestivamente realizzati gli interventi per il territorio della Piana di Gioia Tauro, condivisi dalla Regione Calabria con la nostra Agenzia, che comprendono servizi sanitari, sociali e alloggiativi per i rifugiati che vivono sul territorio in condizioni di estremo disagio e marginalità.

L’UNHCR auspica che le misure previste dal Piano Nazionale di Integrazione siano sostenute da risorse adeguate per garantire interventi sempre più efficaci per l’accoglienza e l’integrazione.

Mentre le indagini proseguono e si chiariscono le responsabilità di questo omicidio, l’UNHCR condanna con fermezza anche ogni irresponsabile tentativo di fomentare discriminazioni e strumentalizzare episodi gravi, come questo, e chiede che i fatti siano riportati dai media e dagli attori politici con la dovuta chiarezza e accuratezza.

 

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