Dichiarazione di Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in occasione della Giornata Internazionale della Donna

Pubblicato il 08 marzo 2018 alle 11:05

La Giornata internazionale della donna si celebra quest’anno sulla scia di un forte movimento globale per i diritti delle donne, l’uguaglianza e la giustizia.

Il tema scelto, “Time is now”, arriva al momento giusto. E rispecchia anche il fermo impegno dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) nel sostenere i diritti delle donne e delle ragazze e nell’assicurare che le azioni dirette a offrire protezione alle persone in fuga e agli apolidi e a trovare soluzioni rispettino appieno l’età, il genere e la diversità.

Il nostro obiettivo è valorizzare la ricchezza delle esperienze, delle capacità e delle aspirazioni di donne e bambine e aiutarle a realizzare tutto il loro potenziale attraverso un migliore accesso all’istruzione, a un lavoro dignitoso e ai servizi legali e sanitari.

L’UNHCR si impegna in modi molto concreti per raggiungere questi obiettivi. In Libano, oltre il 50% dei volontari impegnati in attività di outreach sono donne. Nella Repubblica Centrafricana, tre centri offrono aiuto alle donne sfollate per migliorare il tasso di alfabetizzazione, combattere la violenza sessuale e di genere e renderle indipendenti e in grado di sostenere la propria famiglia. E in Malesia, i prolungati investimenti fatti nella leadership, nella comunicazione e nella formazione sulla parità di genere, hanno aumentato del 43% il numero delle donne rifugiate che svolgono un ruolo attivo nei processi decisionali comunitari.

In questi paesi, così come nel resto degli interventi attuati in varie parti del mondo, l’UNHCR è impegnato in prima linea.

Riteniamo di avere una grande responsabilità nel garantire che la voce di tutte le donne e di tutte le bambine venga ascoltata e rispettata in ogni fase, così come in tutti gli aspetti del nostro lavoro.

Ci siamo assunti impegni a lungo termine in materia di età, genere e diversità, li abbiamo approfonditi e rinnovati con una nuova politica, per porre in atto le lezioni apprese e adempiere le nostre responsabilità verso le donne, le ragazze e tutti coloro di cui ci occupiamo. Investiremo per migliorare le azioni di monitoraggio, in modo da misurare i progressi compiuti nel perseguire l’uguaglianza di genere nei nostri interventi e realizzare un pianeta 50/50 entro il 2030.

La Giornata internazionale della donna è anche l’occasione giusta per intensificare il nostro impegno a porre fine allo sfruttamento sessuale, agli abusi e alle molestie. Sono atti ingiustificabili. L’UNHCR è da sempre impegnato in prima linea in questa lotta e continuerà a esserlo. Non c’è posto, nella nostra organizzazione, per coloro che non condividono e rispettano i nostri valori fondamentali. Esorto le vittime a denunciare e a lottare per i propri diritti. E invito chiunque sia stato testimone di azioni sessuali improprie nell’ambito delle operazioni UNHCR a farsi avanti e a riferirlo. Continueremo a rafforzare il nostro sostegno alle vittime e ci dedicheremo a migliorare ulteriormente le nostre attività tese a prevenire, denunciare e affrontare casi di cattiva condotta sessuale.

Le società che sfruttano appieno il potenziale di uomini e donne alla pari, e garantiscono che i diritti delle donne e delle ragazze che sono costrette alla fuga vengono pienamente rispettati, non sono solo un ideale lontano.

Spetta a tutti noi renderle una realtà, ora.