I rimpatri dei rifugiati in Burundi devono essere volontari e non forzati

Pubblicato il 29 ottobre 2019 alle 9:57

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, rinnova il proprio appello affinché i rimpatri di rifugiati dalla Tanzania al Burundi continuino a essere volontari e non forzati, come stabilito dall’accordo bilaterale siglato dai due governi nell’agosto di quest’anno al fine di aumentare i tassi dei rimpatri.

Di recente, abbiamo riscontrato una crescente pressione sui rifugiati e sui richiedenti asilo del Burundi affinché tornino in patria – nonostante le autorità abbiano assicurato che tutti i rimpatri saranno volontari e non soggetti a intimidazioni e che nessun rifugiato verrà costretto a rientrare nel proprio Paese.

Ribadiamo ai due governi la richiesta di sostenere la libertà di scelta dei rifugiati in merito al rimpatrio e a garantire che avvenga in condizioni di sicurezza e dignità, e che l’UNHCR abbia accesso a entrambi i versanti del confine per svolgere il proprio mandato di protezione, compreso il monitoraggio dei rimpatriati in Burundi.

L’UNHCR ribadisce inoltre che il principio del rimpatrio volontario comporta che il rientro in patria sia frutto di una libera scelta, senza alcuna forma di coercizione o pressione, e che l’UNHCR abbia pieno accesso ai rifugiati al fine di stabilire il carattere volontario dei rimpatri.

L’UNHCR conferma il proprio impegno a sostenere soluzioni durature per i rifugiati in Tanzania, incluso il rimpatrio volontario in Burundi per coloro che vogliono tornare e protezione e supporto continui per chi rimane in Tanzania.

L’UNHCR, in collaborazione con funzionari locali, si adopera per garantire che i rimpatri dei rifugiati siano volontari e avvengano solo in base all’accordo tripartito esistente tra i governi della Tanzania e del Burundi e l’UNHCR stesso, in base al quale circa 79.000 rifugiati hanno scelto di far ritorno in Burundi a partire dal 2017.

L’UNHCR attende con interesse l’imminente incontro della Commissione tripartita, previsto per fine novembre; sarà una preziosa occasione di confronto su questioni rilevanti e sulla ricerca di soluzioni che garantiscano ai rifugiati che hanno deciso in maniera consapevole, libera e volontaria di rimpatriare possano farlo in sicurezza e in dignità.

Ad oggi i rifugiati burundesi accolti in Tanzania sono 206.000, la maggior parte dei quali vive in tre campi situati nell’area occidentale del Paese.

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