Incendio in un campo della Nigeria orientale: morte due persone e a migliaia rimaste senza riparo

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 15:58

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e i partner umanitari stanno intensificando l’assistenza a favore di quasi 4.000 sfollati che hanno perso tutti i propri averi in un incendio di vaste dimensioni diffusosi rapidamente in un insediamento di Maiduguri, Stato di Borno, nella Nigeria orientale.

Le fiamme hanno provocato la morte di due persone e distrutto gli alloggi di centinaia di famiglie.

L’incendio è scoppiato alla vigilia della festa musulmana dell’Eid-al-Fitr, che celebra la fine del Ramadan, presso un insediamento informale che attualmente accoglie circa 40.000 sfollati interni. Le fiamme si sono diffuse a partire da un fuoco acceso per cucinare, alimentando un incendio che ha rapidamente avvolto gli alloggi di tutto il campo. Gli alloggi sono stati rasi al suolo danneggiando altre strutture.

La maggior parte delle persone colpite era composta da donne.

Sono quasi 300.000 gli sfollati sparsi all’interno e al di fuori di Maiduguri, capitale dello Stato di Borno, tra insediamenti organizzati e alloggi di fortuna. Negli ultimi mesi, in diverse aree della Nigeria nordorientale sono scoppiati numerosi incendi all’interno di campi sovraffollati nei quali gli alloggi sono troppo vicini l’uno all’altro per garantire condizioni di sicurezza.

L’UNHCR sta lavorando con autorità, agenzie umanitarie e partner locali per assicurare l’assegnazione di alloggi e beni di prima necessità, dal momento che, ancora una volta, le persone colpite sono dovute fuggire all’interno e all’esterno del campo. Molti, compresi bambini piccoli, attualmente vivono all’aperto e necessitano con urgenza di alloggio, cibo e vestiti.

Circa 2,5 milioni di persone sono sfollati nella regione del Lago Ciad, dei quali 1,8 milioni in Nigeria e i restanti in Camerun e Ciad. A causa delle continue violenze perpetrate da Boko Haram e da altri gruppi armati, ulteriori migliaia di persone sono costrette a fuggire quotidianamente per mettersi in salvo. Giovani ragazze, donne anziane e operatori umanitari continuano a pagare il prezzo più caro per l’acuirsi delle violenze.

In una fase in cui le violenze sono in aumento, la minaccia di diffusione del COVID19 espone a nuovi rischi gli sfollati interni che vivono in campi e insediamenti sovraffollati nei quali è impossibile praticare distanziamento sociale. In risposta all’emergenza, l’UNHCR sta lavorando col Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) per ampliare l’estensione di numerosi campi e costruire alloggi ulteriori.

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