L’ALTO COMMISSARIO GUTERRES E L’INVIATA SPECIALE ANGELINA JOLIE: CRISI NEL MEDITERRANEO
 SENZA PRECEDENTI

Pubblicato il 15 settembre 2014 alle 3:00

Nella giornata di ieri l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres e l’inviata speciale Angelina Jolie hanno visitato il quartier generale del soccorso navale a Malta, in un fine settimana in cui sono stati segnalati nuovi naufragi di imbarcazioni al largo dell’Egitto e della Libia, che hanno causato la scomparsa di altre vite innocenti. Angelina Jolie e António Guterres hanno incontrato tre sopravvissuti a una di queste tragedie, salvati da una nave commerciale e trasferiti dalle autorità maltesi nell’isola di Malta.

Nella capitale maltese di Valletta, Angelina Jolie ha visitato alcune famiglie di rifugiati siriani che sono sopravvissuti lo scorso ottobre a una tragedia simile. Tra di essi vi erano una coppia di Damasco i cui tre figli piccoli sono morti durante la traversata e un medico di Aleppo che ha subito la perdita per annegamento della moglie e della figlia di tre anni. La metà di coloro che arrivano via mare in Europa sono rifugiati provenienti dalla Siria e dall’Eritrea.

L’Alto Commissario Guterres e Angelina Jolie hanno ringraziato le autorità navali per il  loro impegno nelle operazioni di soccorso che hanno avuto esito positivo e che hanno permesso di salvare molte vite. Oltre a esprimere preoccupazione riguardo la sostenibilità dell’operazione italiana Mare Nostrum, i due hanno chiesto maggiori sforzi da parte degli Stati europeI affinché si impegnino nelle operazioni di salvataggio e nella riduzione delle morti in mare.

Solo quest’anno più di 2.500 persone sono annegate o scomparse tentando la traversata, di cui oltre 2.200 dall’inizio di giugno.

Angelina Jolie ha dichiarato: “La portata di questa crisi impone a tutti noi di svegliarci. C’è un legame diretto tra i conflitti in corso in Siria e altrove, e l’aumento delle morti in mare nel Mediterraneo. Dobbiamo renderci conto che ciò che spinge le persone a prendere la terrificante decisione di rischiare la vita dei loro figli a bordo di navi insicure e sovraffollate è l’impellente desiderio di trovare protezione. Ciò va anche ricondotto a un problema più ampio – il crescente numero di persone sfollate a causa di conflitti in tutto il mondo, che attualmente ha raggiunto e superato quota 51 milioni. A meno che non si affrontino le cause profonde di questi conflitti, il numero di rifugiati destinati a morire o a non trovare protezione continuerà ad aumentare.”

Sono 130.000 le persone arrivate via mare in Europa dall’inizio dell’anno, più del doppio dei 60.000 registrati nel 2013. L’Italia ha ricevuto oltre 118.000 arrivi, la maggior parte dei quali soccorsi in mare dall’Italia nel contesto dell’operazione navale Mare Nostrum.

Rispetto al tentativo dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri di definire un quadro migliore per far fronte al peggioramento della situazione nel Mediterraneo, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres ha dichiarato: “Non abbiamo molte possibilità che le cose vadano per il verso giusto. La risposta dell’Europa deve rappresentare uno sforzo veramente collettivo, quello che offre i modi più sicuri per trovare protezione, mantenendo allo stesso tempo una forte capacità di salvare le persone in mare. In caso di fallimento, si perderanno molte altre vite alle porte dell’Europa. ”

Come parte di un pacchetto fondato sulla solidarietà e sulla condivisione delle responsabilità tra gli Stati, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) richiede alternative legali e sicure per coloro che fuggono da conflitti e persecuzioni, in modo che essi non siano costretti a tentare di raggiungere l’Europa via mare. Tra queste alternative ci sono il reinsediamento, le ammissioni basate su esigenze umanitarie, programmi di sponsorizzazioni private, l’accesso agevolato al ricongiungimento familiare e l’uso di programmi specifici, tra cui visti per motivi di studio o di lavoro.

Per maggiori informazioni, si prega di contattare:

•    A Ginevra, Adrian Edwards al cellulare +41 79 557 91 20
•    A Roma, Carlotta Sami al cellulare +39 33 56 79 47 46
•    A Bruxelles, Ana White al cellulare +32 471 08 33 64