L’arrivo dell’inverno nell’emisfero australe aggrava la condizione dei venezuelani in fuga

Pubblicato il 29 maggio 2020 alle 15:55

Quando l’inverno è ormai alle porte, e l’America Latina emerge come nuovo epicentro della pandemia da COVID-19, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, avverte del peggioramento delle condizioni di vita dei venezuelani presenti nella regione meridionale del continente.

Oltre ai rischi per la salute, le misure di isolamento e confinamento imposte dalla diffusione del COVID-19 hanno già determinato l’aggravarsi delle condizioni di vita di rifugiati e migranti venezuelani. Molti hanno perso i propri mezzi di sostentamento e devono far fronte a povertà, privazioni, sfratti, fame e assenza di sicurezza alimentare, nonché crescenti rischi legati alla propria tutela.

In una fase in cui le capacità di risposta nazionali sono vicine al collasso, anche l’accesso ai servizi sanitari pubblici e a cure mediche tempestive costituisce una criticità, specialmente per coloro che vivono in una condizione di irregolarità.

L’UNHCR esprime preoccupazione in merito al fatto che la condizione di precarietà di queste persone potrebbe ora peggiorare con l’arrivo dell’inverno e il conseguente calo delle temperature in Argentina, Bolivia, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay, che, in totale, accolgono oltre 1,5 milioni di venezuelani.

Dato l’avvicinarsi del clima freddo, l’UNHCR si sta preparando a fronteggiare l’aggravarsi della crisi. La stagione invernale farà aumentare considerevolmente la richiesta di assistenza umanitaria e medica, anche per rispondere ad altri tipi di malattie respiratorie, come l’influenza.

L’UNHCR prevede un aumento del numero di persone che necessiteranno di alloggi d’emergenza e di articoli per l’inverno quali coperte, indumenti pesanti, farmaci e carburanti per riscaldare le abitazioni.

Per molti rifugiati e migranti venezuelani vulnerabili in condizioni abitative precarie, a rischio di restare senza dimora e vivere in strada, vi è già urgente bisogno di alloggi, cibo, kit igienici e assistenza in denaro.

L’UNHCR sta intensificando le misure di risposta per fronteggiare questa doppia sfida. Insieme ai partner, l’Agenzia sta continuando ad assicurare alloggi di emergenza, sussidi per gli affitti, e altri aiuti materiali. Inoltre, sta rafforzando i partenariati in ambito umanitario per poter garantire che i rifugiati in condizioni vulnerabili possano accedere all’assistenza sanitaria di base.

Nella regione meridionale del continente, inoltre, l’UNHCR sta assicurando assistenza in denaro contante volta a consentire a rifugiati e migranti di soddisfare in via prioritaria le esigenze più urgenti.

In Cile, quasi 790 famiglie venezuelane hanno già ricevuto voucher multiuso virtuali che consentono di acquistare prodotti quali vestiti, carburanti o pasti caldi, nei negozi e nei supermercati locali.

In Perù, dove in inverno si verificano piogge torrenziali e nevicate, l’UNHCR assicura assistenza in via prioritaria in regioni come quella di Cusco, situata a 3.400 metri sul livello del mare e caratterizzata da temperature che possono precipitare ben al di sotto dello zero.

Ad oggi, sono stati distribuiti più di 2.000 kit di emergenza e 4.700 coperte a beneficio di venezuelani vulnerabili e comunità di accoglienza, mentre per quanti sono più a rischio continuano a essere erogati trasferimenti di denaro.

È previsto un piano di assistenza invernale anche per gli sfollati venezuelani vulnerabili presenti in Argentina, Uruguay e Bolivia, dal momento che nelle prossime settimane la regione sarà colpita da temperature rigide.

L’UNHCR accoglie con favore gli impegni assunti martedì in occasione della Conferenza internazionale virtuale dei donatori per i rifugiati e i migranti venezuelani. I donatori presenti hanno impegnato 2,79 miliardi di dollari da destinare all’assistenza di rifugiati, migranti e comunità di accoglienza dei Paesi della regione in cui i venezuelani hanno trovato sicurezza, assistenza sanitaria e occupazione.

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