Le agenzie umanitarie chiedono 290 milioni di dollari per sostenere i rifugiati dal Burundi

Pubblicato il 17 marzo 2020 alle 10:44

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha lanciato un appello insieme a 36 partner umanitari e per lo sviluppo per la raccolta di 290 milioni di dollari da destinare all’assistenza di oltre 300.000 burundesi rifugiati nei Paesi confinanti.

Quando la crisi in corso in Burundi sta ormai per entrare nel suo sesto anno, sono circa 367.000 i rifugiati burundesi accolti con generosità da Tanzania (168.000), Rwanda (73.000), Uganda (48.000) e Repubblica Democratica del Congo (47.000).

Il Piano regionale di risposta alla crisi di rifugiati dal Burundi (Burundi Regional Refugee Response Plan) nell’arco del 2020 mira a garantire aiuti essenziali a circa 326.000 rifugiati bisognosi di alloggio, assistenza sanitaria e istruzione.

‘‘La situazione in Burundi rimane complessa. Sebbene le condizioni di sicurezza generale siano migliorate, permangono considerevoli preoccupazioni in materia di diritti umani”, ha dichiarato Clementine Nkweta Salami, Direttrice dell’ufficio regionale dell’UNHCR per l’Africa orientale e Corno d’Africa. “Ogni mese, centinaia di richiedenti asilo burundesi continuano ad arrivare in tutta la regione”.

Sebbene alcuni rifugiati burundesi stiano scegliendo di fare ritorno nel proprio Paese, al momento l’UNHCR e i partner non stanno incoraggiando tale opzione. L’Agenzia sta lavorando con i governi della regione per assistere coloro che indicano di aver fatto una scelta libera e consapevole di ritornare volontariamente. La maggioranza dei rifugiati burundesi continuerà tuttavia a necessitare di protezione internazionale per il tempo a venire.

Il Piano regionale di risposta alla crisi di rifugiati dal Burundi per il 2020 mira, in particolare, a favorire l’inclusione dei rifugiati nei sistemi nazionali e assicurare la fornitura di servizi integrati all’interno delle comunità di accoglienza. Esso intende, inoltre, promuovere l’autosufficienza dei rifugiati e offrire loro opportunità di contribuire allo sviluppo dei Paesi che li accolgono.

Nel 2019, quello rivolto alla crisi in Burundi ha continuato a essere uno dei programmi di intervento a sostegno di rifugiati meno finanziato al mondo, con un deficit di finanziamento del 72 per cento su 293 milioni di dollari necessari. Le gravi conseguenze di tale sottofinanziamento si sono fatte sentire in tutti i settori, tra i quali alloggio, salute e istruzione.

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