L’UNHCR chiede un’azione urgente alla luce dei nuovi morti nel Mediterraneo in pieno inverno

Pubblicato il 22 gennaio 2019 alle 14:36

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, segue con crescente apprensione la situazione nel Mediterraneo, dove negli ultimi giorni si sono registrati due naufragi, numerosi altri incidenti legati a operazioni di soccorso, un mercantile che ha ricondotto in Libia persone soccorse in mare, e notizie relative all’incapacità delle Guardia Costiera libica di rispondere agli incidenti avvenuti nell’area di ricerca e soccorso (SAR) di propria competenza a causa della carenza di carburante.

Come riferito nel fine settimana, circa 170 persone avrebbero perso la vita nei due naufragi, il primo di un’imbarcazione con 117 persone a bordo affondato al largo della Libia, il secondo nelle acque fra il Marocco e la Spagna con 53 persone imbarcate. Quest’anno 4.507 persone hanno già effettuato la traversata verso l’Europa via mare, nonostante il freddo intenso ed il pericolo acuto.

L’UNHCR ritiene che gli Stati debbano intervenire con urgenza per ristabilire misure di soccorso efficaci nel Mediterraneo aumentando le operazioni di soccorso coordinate e congiunte, ristabilendo procedure di sbarco rapide in porti sicuri, e revocando le misure che impediscono di operare alle imbarcazioni delle ONG. Le persone che non hanno una valida richiesta d’asilo o di altre forme di protezione internazionale dovranno essere assistite per fare ritorno in tempi brevi nei propri Paesi.

L’attuale dibattito politico sulle operazioni di soccorso in mare impedisce di individuare soluzioni serie al problema. Nel frattempo, in troppi continuano a perdere tragicamente la vita. I politici devono smettere di sfruttare le persone per i propri tornaconti elettorali, e trattare, invece, la questione come un’emergenza umanitaria, in cui la priorità è salvare vite umane. Ridurre il numero di arrivi non può costituire l’unico barometro per misurare il successo della propria politica, quando le persone annegano alle porte dell’Europa.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati esprime preoccupazione in particolare per i circa 144 migranti e rifugiati soccorsi il 20 gennaio da un mercantile, il Lady Sham, che la notte scorsa ha attraccato a Misurata, in Libia, conformemente alle istruzioni del Centro di Soccorso e Coordinamento (Joint Rescue and Coordination Centre/JRCC) di Tripoli.

Considerato l’attuale contesto, in cui prevalgono scontri violenti e diffuse violazioni dei diritti umani, i migranti e i rifugiati soccorsi non devono fare ritorno in Libia.

 

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