L’UNHCR esprime sgomento alla notizia della morte di rifugiati e migranti nel Mediterraneo

Pubblicato il 19 gennaio 2019 alle 17:50

L’UNHCR esprime profondo dolore per le notizie relative a circa 170 persone che sarebbero morte o disperse nel Mediterraneo a seguito di due differenti naufragi.

Secondo recenti notizie diffuse dalle ONG, circa 53 persone sono morte nel Mare di Alborán, nel Mediterraneo occidentale. E’ stato riferito che un sopravvissuto, dopo essere rimasto in balia delle onde per oltre 24 ore, è stato soccorso da un peschereccio di passaggio e sta ricevendo cure mediche in Marocco. Per diversi giorni navi di soccorso marocchine e spagnole hanno effettuato le operazioni di ricerca dell’imbarcazione e dei sopravvissuti, senza risultati.

La Marina Militare italiana ha riportato, inoltre, di un ulteriore naufragio nel Mediterraneo centrale. Tre sopravvissuti, portati a Lampedusa per ricevere assistenza medica, hanno riferito che altre 117 persone, attualmente date per morte o disperse, erano partite con loro dalla Libia.

L’UNHCR non ha potuto verificare in modo indipendente il bilancio delle vittime per entrambi i naufragi.

“Non si può permettere che la tragedia in corso nel Mediterraneo continui”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Non possiamo chiudere gli occhi di fronte all’elevato numero di persone che stanno perdendo la vita alle porte dell’Europa. Nessuno sforzo deve essere risparmiato, o precluso, per salvare le vite di quanti sono in pericolo in mare”.

Nel 2018, 2.262 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa lungo le rotte del Mediterraneo. L’UNHCR è preoccupata che le azioni degli Stati dissuadano sempre più le ONG dall’effettuare operazioni di ricerca e soccorso, e lancia un appello affinché siano revocate immediatamente.

Allo stesso tempo, sono necessari sforzi ancora maggiori per impedire che rifugiati e migranti intraprendano viaggi disperati in primo luogo. Sono necessarie più vie sicure e legali di accesso alle procedure d’asilo in Europa per quanti fuggono da guerre e persecuzioni, in modo che nessuno sia costretto a credere che non esista altra possibilità se non quella di affidarsi a trafficanti senza scrupoli.

Per ulteriori informazioni:

  • A Roma, Barbara Molinario, molinarb@unhcr.org, +39 338 5462932