L’UNHCR porta aiuti ai sopravvissuti del terremoto in Indonesia

Pubblicato il 19 ottobre 2018 alle 16:25

Nelle prime ore di questa mattina, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha consegnato a Balikpapan, in Indonesia, 435 tende di emergenza destinate alla distribuzione tra le famiglie rimaste senza casa a seguito del recente terremoto e dello tsunami che hanno colpito la provincia di Sulawesi Centrale. Un totale di 1.305 tende verrà consegnato nei prossimi giorni.

Ulteriori aiuti, tra cui altre tende di emergenza, materassini, zanzariere e lampade solari, saranno forniti nelle prossime settimane.

Le tende sono state affidate alle autorità indonesiane a Balikpapan, che ne hanno facilitato la consegna nella vicina isola di Sulawesi. Da lì, la Croce Rossa indonesiana (PMI / Palang Merah Indonesia) e la Fondazione umanitaria musulmana indonesiana (YMKI / Yayasan Kemanusiaan Indonesia), partner sul campo dell’UNHCR, ne garantiranno la distribuzione.Una valutazione ufficiale del BNPB – National Agency for Disaster Management stima che circa 68.000 case siano state danneggiate dal terremoto e dallo tsunami e che la situazione abbia generato circa 80.000 sfollati interni. Questa prima consegna contribuirà a fornire l’alloggio di cui necessitano circa 6.500 tra le persone più vulnerabili colpite dal disastro.

L’UNHCR si congratula con il governo indonesiano e con gli operatori umanitari che senza sosta hanno assicurato i primi soccorsi nelle aree colpite nel corso delle ultime tre settimane.

All’inizio di questa settimana, un team dell’UNHCR si era recato a Palu, nella provincia di Sulawesi Centrale, una delle zone più colpite dal terremoto e dallo tsunami, per coordinarsi con le controparti governative locali e con i partner e preparare gli interventi.

Il nostro staff ha descritto gli effetti del terremoto e dello tsunami come “al di là di ogni immaginazione” e “devastanti”. Le comunità hanno visto le loro case, scuole e ospedali ridotti in macerie. Interi villaggi sono stati distrutti.

A Petobo e Balaroa, le due calamità hanno trasformato le aree in fango. Molte persone non solo hanno perso la loro casa, ma anche il terreno su cui si ergeva.

Molti dei sopravvissuti stanno vivendo un momento di forte disagio dimostrando allo stesso tempo anche uno spirito di resilienza, aiutandosi a vicenda laddove possibile e condividendo le loro storie. Una donna ha detto di sentirsi “fortunata” ad aver perso solo suo padre, mentre sono sopravvissuti suo marito e suo figlio.

Un’altra donna ha raccontato al personale dell’UNHCR di essere tornata nella casa di famiglia per vedere quali beni avrebbe potuto salvare ma di aver trovato tutto distrutto, ad eccezione di un materassino. Altri hanno riferito di sentirsi troppo traumatizzati dal terremoto e dallo tsunami per poter affrontare un ritorno a ciò che rimane delle loro case.

Il 28 settembre l’isola di Sulawesi è stata colpita da una serie di forti terremoti che hanno scatenato uno tsunami e delle frane, provocando ingenti danni. Si stima che oltre 2.000 persone abbiano perso la vita, mentre almeno 680 persone restano disperse.

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