Mozambico: iniziato il ricollocamento dei sopravvissuti al ciclone Idai in aree più vicine alle loro case

Pubblicato il 23 aprile 2019 alle 13:29

In Mozambico l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il governo nazionale e altri partner hanno iniziato a ricollocare le famiglie sopravvissute al ciclone Idai verso aree più vicine ai loro luoghi di origine.

Sabato 200 famiglie sono state trasferite dagli alloggi di emergenza nella città centrale di Beira. Nei prossimi dieci giorni la speranza è quella di permettere ad altre 70.000 persone circa di lasciare gli alloggi temporanei in cui hanno vissuto nell’ultimo mese: scuole, sale per eventi pubblici, biblioteche e altri edifici.

Il ciclone Idai ha colpito gli Stati africani meridionali del Mozambico, del Malawi e dello Zimbabwe a metà marzo. Il Mozambico, dove secondo i dati ufficiali il ciclone ha ucciso circa 600 persone e ne ha ferite oltre 1.600, è stato il Paese colpito più duramente. Inoltre, circa 240.000 case sono state danneggiate e oltre 111.000 distrutte.

Le famiglie ricollocate nel corso del fine settimana provengono dal distretto di Buzi, epicentro della devastazione che ha colpito il Mozambico. Tale distretto è stato completamente distrutto dal ciclone Idai.

In questa prima fase, le famiglie sono state trasferite in un Centro di transito a Guara Guara, a circa 55 km dalle loro aree di origine nel distretto di Buzi.

Guara Guara si trova su un altopiano ed è il luogo più adatto per permettere a queste persone di ricostruire la propria vita, essendo vicino ai loro luoghi di origine, finché non sarà possibile ristrutturare le abitazioni andate completamente distrutte. Al proprio arrivo, a ciascuna famiglia è stata assegnata una tenda d’emergenza fornita da UNHCR e lNGC (l’agenzia del governo del Mozambico per la gestione dei disastri naturali).

L’insediamento è dotato di acqua potabile e servizi igienici. Il cibo è fornito dal governo nazionale col supporto del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM/WFP), mentre Medici senza frontiere (MSF) gestisce un ambulatorio nel campo.

Le famiglie resteranno a Guara Guara fino a tre giorni e riceveranno un appezzamento di terreno (20 metri per 30, per un totale di 600 metri quadrati), un kit di attrezzi per ripulirlo e costruirvi le nuove case, e semi per cominciare a coltivare.

L’UNHCR sta predisponendo le scorte disponibili di beni di prima necessità – fra i quali zanzariere, lampade solari, materassi, coperte, set da cucina, taniche e secchi – da distribuire alle famiglie. Sarà data priorità alle esigenze di anziani, persone con disabilità, donne sole e minori non accompagnati.

L’UNHCR lavora con altri partner umanitari per assicurare il rispetto degli standard di ricollocamento riconosciuti su scala internazionale, fra i quali la natura volontaria della decisione di fare ritorno alle proprie case.

Con circa 1,8 milioni di persone che necessitano di assistenza umanitaria in Mozambico, le organizzazioni umanitarie stanno affrontando sfide enormi a causa degli ingenti danni alle infrastrutture e all’insufficienza di fondi. Ad oggi le agenzie umanitarie hanno potuto assistere solo il 30 per cento della popolazione interessata.

 

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