NIGERIA: L’UNHCR E I SUOI PARTNER RICHIEDONO FONDI URGENTI A FRONTE DEL CRESCENTE NUMERO DI PERSONE COSTRETTE A FUGGIRE DALLA VIOLENZA NEL NORD-EST DEL PAESE

Pubblicato il 16 settembre 2014 alle 7:20

A causa dell’inasprirsi delle violenze nel nord-est della Nigeria, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e i suoi partner chiedono maggiori finanziamenti per aiutare le oltre 75.000 persone fuggite in Camerun, Ciad e Niger.
UNHCR e 16 partner si rivolgono ai donatori affinché contribuiscano con urgenza a finanziare la recente richiesta di 34 milioni di USD, che serviranno a proteggere e a dare assistenza ‘salvavita’ a oltre 75.000 persone che sono fuggite attraverso il confine a partire dallo scorso anno, quando gruppi di insorti hanno intensificato la loro campagna di terrore, uccisioni e sequestri di civili negli stati nord-orientali di Adamawa, Borno e Yobe. Nel solo mese di agosto, più di 11.000 rifugiati hanno attraversato il confine e sono entrati in Camerun e in Ciad. Dall’inizio di agosto, circa 15.000 persone sono arrivate nella regione di Diffa in Niger, molte si sono stabilite sulle isole del lago Ciad. I recenti attacchi nel mese di settembre negli stati di Borno e Adamawa hanno spinto altri rifugiati a spostarsi in Camerun e in Niger. Le agenzie umanitarie stimano che il numero di persone in fuga nei tre paesi confinanti potrebbe superare i 95.000 entro la fine dell’anno.
Il Piano di risposta nigeriano per i rifugiati presentato oggi (martedì) ai donatori copre i bisogni di protezione e assistenza più immediati di un massimo di 95.000 persone in fuga dalla Nigeria fino alla fine dell’anno. Data la recrudescenza della violenza e il numero crescente di persone in fuga dal conflitto, le cifre dovranno essere probabilmente riviste per eccesso.
In Camerun, i nuovi arrivati hanno occupato gli edifici scolastici e le chiese; alcuni sono alloggiati presso famiglie ospitanti, mentre altri vivono e dormono all’aperto. Preoccupa l’elevata incidenza di infezioni respiratorie tra i bambini. Durante lo scorso fine settimana, i rifugiati appena arrivati hanno riferito agli operatori dell’UNHCR sul confine che gli insorti avevano attaccato i loro villaggi nelle aree di Gwoza, Bama, Pulka e Idagala nello Stato del Borno e rubato tutto prima di bruciare le case. Alcuni rifugiati sono gravemente traumatizzati dopo aver visto i loro parenti brutalmente uccisi.
I rifugiati hanno inoltre riferito che un gruppo di 40/60 uomini armati è arrivato nel loro villaggio in moto, dicendo agli abitanti di abbracciare un Islam più radicale e di unirsi a loro, minacciando di ucciderli.
I rifugiati hanno abbandonato le proprie case di notte, camminando per giorni prima di raggiungere la relativa sicurezza a Kolofata, Mora e Fotokol in Camerun – un lungo viaggio per i bambini che sono arrivati esausti e con i piedi feriti. Stando alle testimonianze, i villaggi sono per lo più deserti sul lato nigeriano, in quanto sono rimaste solo persone anziane e disabili.
Temendo ulteriori attacchi transfrontalieri in Camerun, appena arrivati i rifugiati sono stati trasferiti al campo di Minawao, a circa 120 chilometri nell’entroterra. Dall’ultima settimana di agosto, quasi 8.000 rifugiati sono stati trasferiti al campo, che al momento ospita oltre 13.000 persone. Tuttavia, la situazione di instabilità nell’estremo nord del Camerun ostacola seriamente le operazioni di traferimento e più di 13.000 rifugiati restano al confine con la Nigeria. In totale, secondo le autorità il Camerun ospita circa 43.700 rifugiati nigeriani, tra cui 26.753 rifugiati registrati dall’UNHCR. Decine di persone continuano ad arrivare quotidianamente.
In Niger, un numero crescente di persone continua ad arrivare e più del 70% sono donne e bambini. Molti di loro sono fuggiti dai recenti attacchi a Doron Bagga, mentre altri abbandonano tutto per paura che la minaccia degli insorti accerchi i villaggi e le città. L’escalation delle violenze in Nigeria e la minaccia costante alla periferia di Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, porterebbe a un afflusso ancora maggiore nei paesi limitrofi. Stanno arrivando anche molti cittadini del Ciad, in transito attraverso il Niger per far ritorno al proprio paese.
Gli sfollati cercano una sistemazione nei villaggi locali e questo mette una forte pressione sulle comunità ospitanti, che vivono in zone colpite da insicurezza alimentare cronica, problemi ambientali e una generale mancanza di servizi di base. Pertanto, gli sforzi umanitari si stanno concentrando sul rafforzamento delle capacità e dei servizi locali, tra cui strutture sanitarie ed educative, coinvolgendo le comunità ospitanti.
Inoltre, le autorità nigeriane hanno chiesto il sostegno dell’UNHCR per proteggere al meglio i quasi 650.000 sfollati interni nei sei stati del nord-est, tra cui i tre – Adamawa, Borno e Yola – in stato di emergenza. Con la Commissione nazionale per i diritti umani e le ONG nazionali si sta predisponendo un sistema di monitoraggio della protezione che consentira’ di identificare e delineare i problemi legati alla protezione, a cui farà seguito una risposta adeguata. L’UNHCR e i suoi partner assisteranno anche nella ricerca di una sistemazione e distribuiranno beni domestici agli sfollati con bisogni speciali. Nell’ambito delle operazioni di soccorso dell’ONU, l’UNHCR ha lanciato un appello per altri 5,5 milioni di USD per le attività in Nigeria.