I Paesi latinoamericani concordano una strategia per l’integrazione dei venezuelani

Pubblicato il 08 luglio 2019 alle 16:18

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) accolgono con favore l’adozione, da parte dei Paesi latinoamericani e dei Caraibi, di una strategia per facilitare l’integrazione di rifugiati e migranti venezuelani nella regione.

La Strategia è stata adottata durante la IV Riunione Tecnica Internazionale del Processo di Quito, tenutasi nella capitale argentina, Buenos Aires, il 4 e 5 luglio. All’incontro, convocato dal governo argentino, hanno preso parte rappresentanti governativi di 14 Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, come pure Agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni regionali, banche per lo sviluppo e rappresentanti della società civile.

“Il continuo esodo dei venezuelani è di gran lunga superiore alle capacità e alle risorse dei governi della regione, una situazione che pone urgenti sfide per i Paesi d’accoglienza”, ha dichiarato Eduardo Stein, Rappresentante speciale congiunto UNHCR-OIM per i rifugiati e i migranti venezuelani.

Stein ha aggiunto: “Il Processo di Quito rappresenta uno spazio d’incontro essenziale per la comunicazione e il coordinamento tra gli Stati. Ci sono molte buone pratiche nella regione e i governi traggono vantaggio da tali opportunità di scambio, dialogo e armonizzazione. Per questo è fondamentale continuare ad ampliare e rafforzare la partecipazione dei Paesi della regione a tale processo”.

L’incontro ha dato risalto alle azioni e agli sforzi dei Paesi della regione, non solo nell’ambito dell’accoglienza, della documentazione e dell’assistenza umanitaria, ma anche nella promozione dell’accesso a sanità, istruzione, occupazione e alloggio, fondamentale per facilitare l’integrazione dei rifugiati e dei migranti venezuelani.

In una dichiarazione congiunta, i governi hanno concordato di consolidare la cooperazione, la comunicazione e il coordinamento tra i Paesi di transito e di destinazione dei venezuelani, rafforzare le misure contro i reati transnazionali, come la tratta e il traffico di esseri umani, nonché contro la violenza sessuale e di genere e diverse forme di discriminazione e xenofobia, al fine di garantire la protezione dei più vulnerabili.

La Strategia di Buenos Aires prevede una serie di azioni specifiche relative a questioni quali la tratta di esseri umani, l’assistenza sanitaria e il riconoscimento dei titoli accademici.

Essa prevede inoltre la creazione di centri di informazione, accoglienza, consulenza e assistenza per rifugiati e migranti, una piattaforma per l’orientamento e lo sviluppo del capitale umano e il rafforzamento dei sistemi nazionali per la determinazione dello status di rifugiato.

La creazione e l’attuazione di una Carta Informativa per la Mobilità Regionale sono state ritenute prioritarie al fine di integrare e rafforzare i processi di documentazione e registrazione a livello nazionale già esistenti o in fase di sviluppo.

I governi hanno inoltre convenuto di promuovere la creazione di un gruppo di Paesi e istituzioni che collaborino per mitigare l’impatto della crisi nella regione mobilitando risorse per sostenere l’attuazione del Piano d’azione di Quito e della Strategia.

L’UNHCR e l’OIM ribadiscono il loro sostegno ai Paesi colpiti dall’esodo di migranti venezuelani e chiedono maggiori finanziamenti internazionali per proseguire le azioni in corso e mettere in atto i progetti presentati durante l’incontro.

In base ai dati forniti dalle autorità nazionali per l’immigrazione e da altre fonti, il numero di rifugiati e migranti provenienti dal Venezuela in tutto il mondo ha superato i 4 milioni.

 

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