Peggiorano le condizioni dei civili coinvolti nei combattimenti nel nordest della Siria

Pubblicato il 01 febbraio 2019 alle 15:37

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è sempre più preoccupata per la sicurezza dei civili intrappolati nel territorio di Hajin, nel governatorato di Deir ez-Zor nel Nord-Est della Siria, sotto il controllo di ISIL. Siamo inoltre preoccupati per la situazione dei civili che sono riusciti a fuggire dal conflitto armato. L’UNHCR, insieme ad altri partner umanitari, si affretta per rispondere agli urgenti bisogni dei civili arrivati al campo rifugiati di al-Hol, a Hassakeh. Forniamo loro sostegno offrendo un riparo immediato e beni di prima necessità.

Solo nell’ultima settimana, più di 10.000 persone sono fuggite dalla zona del conflitto verso il campo rifugiati di al-Hol. Dall’inizio di dicembre, con l’escalation del conflitto a Hajin, più di 23.000 persone hanno cercato rifugio ad al-Hol, triplicandone la popolazione, e se ne attendono molte altre.

Chi fugge parla di feroci combattimenti e di una popolazione civile falcidiata dalla guerra. Cibo e medicinali sono difficili da trovare, mentre le infrastrutture civili sono danneggiate o distrutte. Le famiglie che sono riuscite a fuggire dai combattimenti riferiscono che ISIL impedisce ai civili di abbandonare l’area.

L’UNHCR ribadisce l’invito a tutte le parti coinvolte nel conflitto, oltre che a coloro in grado di influenzarle, a fare tutto il possibile per garantire la protezione della popolazione civile e delle infrastrutture, in accordo con il diritto internazionale umanitario e le norme internazionali in materia di diritti umani. Garantire un passaggio sicuro per i civili è dunque essenziale.

Le famiglie in fuga dal territorio di Hajin e dalle aree circostanti ci hanno anche raccontato delle sofferenze e dei tormenti patiti durante il viaggio per mettersi al sicuro. Viaggiano di notte, con pochissimi effetti personali, dovendo spesso attraversare campi minati e combattimenti aperti. Una volta raggiunte le posizioni delle Forze Democratiche Siriane, i civili in fuga raccontano di essere stati ammassati in camion scoperti e di aver dovuto sopportare un viaggio estremamente faticoso, esposti ai rigori dell’inverno, diretti a Nord verso il campo di al-Hol. Durante il tragitto, l’assistenza agli affamati e a chi soffre il freddo, in maggioranza donne e bambini, è scarsa o del tutto assente. Dall’inizio di dicembre almeno 29 tra bambini e neonati sono morti durante il viaggio o poco dopo il loro arrivo al campo, con malnutrizione e ipotermia tra le cause di morte principali. Nella città di Hassakeh, dove vengono inviati i casi più critici emersi nel campo, le strutture sanitarie sono sovraccariche, dovendo prendersi cura di bambini in stato di malnutrizione acuta.

Gli operatori umanitari hanno chiesto alle forze che controllano l’area di individuare luoghi di transito sulla strada per il campo di al-Hol dove si possa fornire assistenza di primo soccorso. Dopo più di due settimane, l’iniziativa è però rimasta inapplicata.

La gran parte dei civili in fuga sono siriani dei villaggi nel Sud della provincia di Deir ez-Zor, che sono stati coinvolti nei combattimenti a causa della ritirata di ISIS verso Sud. Sono preoccupati dall’isolamento nel campo di al-Hol e dalla confisca dei loro documenti. La maggior parte di loro spera di ottenere il permesso per raggiungere parenti e amici nella provincia di Deir ez-Zor e di fare ritorno alle proprie case una volta cessati i combattimenti.

L’UNHCR esprime preoccupazione per la prassi di confisca dei documenti d’identità e le restrizioni agli spostamenti imposte a sfollati interni e a coloro che vivono nei campi profughi nel governatorato di Hassakeh. Gli sfollati in fuga da Hajin dovrebbero poter scegliere dove stare e poter tornare alle loro abitazioni non appena lo riterranno opportuno.

A causa dell’ondata di arrivi delle scorse settimane, le aree di accoglienza sono sovraffollate. L’UNHCR e i suoi partner hanno istituito gruppi di intervento attivi 24 ore su 24 per accogliere i nuovi sfollati, identificare i casi più vulnerabili e fornire assistenza urgente, soprattutto a bambini non accompagnati e separati dalle famiglie e a coloro che necessitano di assistenza medica immediata.

Altre misure d’emergenza sono state attuate nel campo di al-Hol, in particolare nelle aree d’accoglienza e controllo. Altre grandi tende sono state montate per fornire immediato riparo ai nuovi arrivati. L’UNHCR, insieme ad altre agenzie delle Nazioni Unite e a partner umanitari, ha inoltre creato spazi dedicati ai bambini, scuole e cucine comuni. Insieme ai suoi partner, l’UNHCR ha montato più di 4.500 tende, e altre 3.600 sono già disponibili. I nostri team hanno assistito più di 23.000 nuovi arrivi fornendo generi di prima necessità e aiuti per fronteggiare la stagione invernale.

Ribadiamo il nostro appello per garantire il libero accesso umanitario. È di vitale importanza che i nostri team siano in grado di fornire assistenza umanitaria di primo soccorso, in particolare per far fronte ai rigori dell’inverno.

 

Per maggiori informazioni:

Ad Amman, Rula Amin, aminr@unhcr.org, +962 (0)790 04 58 49
In Siria, Mysa Khalaf,
khalafm@unhcr.org, +963 9933 57860
A Ginevra, Andrej Mahecic,
mahecic@unhcr.org, +41 79 642 97 09