RIFUGIATI SIRIANI CONTINUANO A FUGGIRE IN TURCHIA; CRESCONO I BISOGNI UMANITARI

Pubblicato il 23 settembre 2014 alle 6:30

Più di 138.000 rifugiati, per lo più curdi, in fuga dalle minacce dell’ISIS verso città e villaggi nel nord della Siria stanno entrando nel sud della Turchia da venerdì. I nuovi arrivati hanno attraversato i due punti di frontiera rimasti aperti a Yumurtalik e il passaggio a est di Murstipinar/Akmanak.

 

Le autorità turche hanno informato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che ora stanno gestendo l’ingresso dei rifugiati attraverso due punti di frontiera (nove in precedenza) in tre fasi: controlli di sicurezza al fine di tutelare la natura civile dell’asilo; controlli sanitari, che prevedono vaccinazioni contro il morbillo e la polio per i bambini molto piccoli; registrazione.

 

I centri di registrazione mobile, situati su grandi camion donati dall’UNHCR e dotati di computer, attrezzatura biometrica e fotografica, operano al valico di frontiera di Yumurtalik e nel cortile di una scuola elementare di Namik Kemal, Suruc. La registrazione viene anche effettuata da funzionari governativi in un collegio scolastico a Onbirnisan, nel distretto di Suruc che ospita circa 50mila rifugiati, e nel centro città di Suruc  -a meno di 15 chilometri dal confine siriano.

 

Una volta registrati, i rifugiati ricevono una carta d’identità che garantisce l’accesso ai servizi sanitari gratuiti in cliniche turche e altri aiuti forniti dai comuni locali, da organizzazioni non governative e da altre agenzie umanitarie. La carta è un documento fondamentale che dimostra inoltre che i rifugiati godono di protezione temporanea da parte del governo turco.

 

Il personale sul campo dell’UNHCR compie visite giornaliere nelle zone di frontiera e nei luoghi che ospitano i rifugiati, valutando i bisogni urgenti e coordinando gli interventi di risposta degli altri operatori umanitari. Stando alle informazioni che ci vengono inviate, la maggior parte dei nuovi arrivati sono donne, bambini e anziani, che con i loro bagagli giungono esausti dopo aver percorso diversi chilometri in cerca di sicurezza lungo una polverosa strada sterrata. Alcuni anziani e disabili vengono sorretti dai parenti, in quanto le sedie a rotelle sono del tutto inadatte a percorrere terreni accidentati.

 

Al loro arrivo, i rifugiati ricevono acqua prima di essere portati in un punto di registrazione. La Mezzaluna Rossa turca ha allestito una tenda di osservazione medica per i rifugiati feriti e più di 290 siriani, durante il fine settimana sono stati portati in ambulanza all’ospedale di Suruc.

 

L’UNHCR ha già fornito decine di migliaia di generi di soccorso – coperte, materassini, taniche e teli di plastica – a sostegno del governo turco negli interventi di risposta.  Altri aiuti sono in arrivo. Il primo di una serie di ponti aerei con aiuti per 200.000 persone proveniente da Amman, in Giordania, atterrerà mercoledì pomeriggio all’aeroporto di Adana, in Turchia. Altri tre voli da Amman e da Copenaghen sono previsti nel corso della settimana.

 

Molti rifugiati hanno trovato rifugio presso parenti e amici, mentre altri sono ospitati in scuole, sale per matrimoni, moschee o altri edifici. Con il sostegno dell’UNHCR il governo turco ha istituito due centri di transito di 10.000 persone ciascuno: uno a Suleymansah Park in Mursitpinar e l’altro a Onbirnisan in Suruc. Proseguono anche i lavori nei due nuovi campi già in fase di allestimento – quello di Derik a Mardin e il campo di Islahiye.