“Non sarà la violenza a dettare il nostro futuro”

Spesso gli adulti ripensano alla propria gioventù come agli anni migliori della loro vita, quelli in cui erano giovani, liberi e privi di preoccupazioni. Anni in cui potevano commettere errori dai quali imparare per costruire il proprio futuro. Ma giovani come Jose* non possono permettersi di essere imprudenti, né di commettere errori.

“Essere giovane a El Salvador può essere pericoloso,” spiega. “Quando esci sei tormentato dalle gang. Vogliono che tu gli faccia dei favori, che gli porti il denaro o che li avverta quando arriva la polizia.”

Le ragazze sono spesso costrette ad avere relazioni e rapporti sessuali con i membri delle gang, mentre i ragazzi sono presi di mira perché spaccino droga, sbrighino certe commissioni o diventino veri e propri membri delle gang. “È una decisione difficile. Se ti rifiuti, ti minacciano o prendono di mira la tua famiglia.”

 

“Non dobbiamo perdere la speranza. Possiamo realizzare i nostri sogni.”

 

Nel corso dello scorso anno, il governo ha registrato 50,3 omicidi ogni 100.000 abitanti: una media di 9 persone uccise ogni giorno a El Salvador. Con una popolazione di poco più di 6 milioni di persone, El Salvador è uno dei paesi più violenti al mondo. Con svariati gruppi criminali in costante conflitto per il controllo del territorio, estorsioni, stupri e vessazioni sono ormai considerati fatti quasi normali e i responsabili rimangono impuniti.

Questo costante stato di terrore ha costretto migliaia di persone a fuggire e ad abbandonare le proprie case. Secondo uno studio condotto dal governo di El Salvador con il sostegno dell’UNHCR, tra il 2006 e il 2016 il numero di sfollati interni al paese ha raggiunto quota 71.500, corrispondente a una media di circa 600 persone al mese.

Tra quelle persone vi sono migliaia di giovani uomini e donne coraggiosi che hanno dovuto fare scelte estremamente difficili: lasciare le loro comunità o venire uccisi se avessero rifiutato di unirsi alle gang e alle loro attività criminali.

Jose è fuggito due volte in un paese vicino, ma entrambe le volte è stato riportato indietro. Oggi lotta per rendere la sua comunità più sicura, perché gli altri possano restare e non siano costretti a fuggire.

 

 

“Ho deciso che questa situazione deve finire,” afferma. “Non sarà la violenza a dettare il nostro futuro. Dobbiamo riacquistare il controllo delle nostre vite, nonostante i pericoli che dobbiamo affrontare.”

L’UNHCR lavora con il governo del Salvador e con organizzazioni umanitarie e operanti nel campo dello sviluppo al fine di promuovere iniziative che rendano più sicura la vita delle persone sfollate nel paese.

“Faccio parte di un gruppo di persone che sono riuscite ad aprire piccole attività e che frequentano corsi per imparare ad ampliarle,” racconta Jose. “Questo mi ha aiutato a ritrovare la speranza.”

Anche se a volte si sente paralizzato dalla paura, Jose è determinato e guarda al futuro. “Anche se abbiamo paura, siamo giovani uomini e donne coraggiosi e sappiamo di avere un futuro. Non possiamo perdere la speranza, dobbiamo ricordarci che possiamo realizzare i nostri sogni.”

 

 

Vivere a rischio a El Salvador

A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale del 2018 che ha stabilito che il Governo di El Salvador debba riconoscere la situazione degli sfollati interni al paese e adottare misure appropriate per mitigarne gli effetti, la protezione di queste persone e la ricerca di soluzioni durature alla loro situazione sono state notevolmente rafforzate.

L’UNHCR e gli enti governativi di El Salvador lavorano insieme per identificare le persone sfollate bisognose di protezione e per realizzare programmi gestiti su base comunitaria che garantiscano la sicurezza per le persone a rischio e permettano loro di rendersi autonome e indipendenti.

 

* I nomi sono stati cambiati per proteggere le persone coinvolte.