Un primo gruppo di rifugiati vulnerabili è stato evacuato dalla Libia in Ruanda

Pubblicato il 27 settembre 2019 alle 14:12

Un gruppo di 66 rifugiati vulnerabili è stato evacuato dalla Libia in Ruanda la notte scorsa tramite un volo charter UNHCR. Sono i primi a beneficiare del Meccanismo di transito di emergenza, concordato e istituito di recente dal Governo del Ruanda, dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e dall’Unione Africana.

Il gruppo, atterrato all’aeroporto internazionale di Kigali intorno alle ore 9.30 locali, comprendeva un neonato nato solo due mesi fa in un centro di detenzione libico. In totale, 26 degli evacuati erano minori rifugiati, quasi tutti non accompagnati, senza un genitore o un familiare.

Uno degli evacuati non viveva fuori da un centro di detenzione da oltre quattro anni. Tutti i rifugiati erano sudanesi, somali o eritrei.

All’arrivo, i rifugiati sono stati registrati e hanno ricevuto documenti d’identità, prima di essere trasferiti in un centro di transito a Gashora, circa 60 km a sud della capitale, Kigali, dove l’UNHCR metterà a loro disposizione alloggi, cibo, acqua, set da cucina, coperte, zanzariere e altri beni di prima necessità.

Un team di nove professionisti del settore sanitario, comprendente uno psicologo, collaborerà con consulenti specializzati nel lavoro con bambini e sopravvissuti a violenza sessuale per assicurare cure sanitarie e assistere gli evacuati sopravvissuti a torture, violenza sessuale e violazioni di diritti umani nel corso della permanenza in Libia.

A tutti i componenti del gruppo è stato concesso lo status di richiedente asilo, in attesa che l’UNHCR esamini le loro domande. Hanno tutti gli stessi diritti degli altri rifugiati presenti in Ruanda, compresi quello di accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, di libertà di circolazione e di lavorare.

Tutti gli evacuati saranno invitati a frequentare corsi di lingua e di formazione professionale affinché possano integrarsi nelle comunità locali durante il soggiorno in Ruanda.

Successivamente, per i rifugiati si perseguiranno altre soluzioni, fra cui, per alcuni, il reinsediamento. Altre soluzioni prevedono il ritorno volontario in Paesi nei quali in precedenza era stato concesso loro l’asilo, il rimpatrio se volontario e in condizioni sicure, o l’integrazione nelle comunità di accoglienza ruandesi.

A coloro ai quali non sarà ritenuto necessario concedere la protezione internazionale sarà garantita assistenza per fare ritorno nel proprio Paese di origine o sarà data la possibilità di regolarizzare il proprio status giuridico in Ruanda.

Un secondo volo di evacuazione è previsto nelle prossime settimane, mentre l’UNHCR continua a compiere ogni possibile sforzo per portare al sicuro i rifugiati vulnerabili presenti in Libia. È necessario effettuare più rapidamente e aumentare con urgenza evacuazioni e iniziative quali il Meccanismo di transito di emergenza.

L’UNHCR esorta la comunità internazionale a sostenere il gesto di solidarietà del Ruanda nei confronti dei rifugiati assicurando sostegno finanziario e posti per il reinsediamento.

L’UNHCR stima che saranno spesi 10 milioni di dollari USA in investimenti iniziali e per rendere operativo il Meccanismo di transito di emergenza fra Libia e Ruanda fino alla fine dell’anno. Tale cifra include i costi iniziali di costruzione e di ristrutturazione, e quelli per gli aiuti e i servizi essenziali per i rifugiati evacuati. L’UNHCR sta utilizzando finanziamenti flessibili per il Meccanismo di transito di emergenza in Ruanda, che non era stato incluso nel budget all’inizio dell’anno e sta richiedendo attivamente un sostegno supplementare ai donatori.

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