UNHCR aderisce alla Giornata Internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia

Pubblicato il 17 maggio 2018 alle 4:26

Il 17 maggio si celebra la giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone lesbiche, gay, bisex, transgender e intersex nel mondo. Il tema di quest’anno, “Alleanze per la solidarietà”, sottolinea l’importanza di creare e sviluppare reti di sostegno e di solidarietà per garantire maggiore tutela alle persone LGBTI.

Oggi molte persone sono vittime di violenze e discriminazioni a causa del loro orientamento sessuale, della loro identità di genere e delle loro caratteristiche sessuali e sono per questo costrette a lasciare le loro case per cercare protezione. Quando le persone fuggono, le loro reti di sostegno si sgretolano, divenendo più fragili, con maggiori rischi per la loro sicurezza e la loro tutela. Questo, in particolare, succede alle persone LGBTI in fuga da persecuzioni e gravi forme di discriminazione: spesso si trovano in ambienti ostili anche nei Paesi di asilo, non potendo contare sulle persone che provengono dal loro Paese di origine, rimanendo spesso esclusi sia dalla comunità di persone rifugiate che da quella ospitante. Per loro, avere reti di sostegno è fondamentale per la piena realizzazione dei loro diritti e delle loro aspirazioni nei Paesi in cui cercano protezione.

“72 paesi nel mondo ancora sanzionano penalmente orientamento sessuale ed identità di genere” ha dichiarato Felipe Camargo, Delegato UNHCR per il Sud Europa “la protezione delle persone LGBTI è molto importante per l’UNHCR e ringraziamo le istituzioni ed associazioni italiane per il loro impegno”.

UNHCR è impegnata da anni per rafforzare la propria capacità di rispondere ai bisogni di protezione delle persone LGBTI rifugiate o sfollate. In Italia UNHCR ha organizzato il workshop “Il sistema d’asilo italiano e le esigenze delle persone rifugiate LGBTI”. L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito delle più ampie attività svolte da UNHCR per sensibilizzare istituzioni e operatori in merito alle specifiche esigenze di alcuni gruppi di persone richiedenti la protezione internazionale, ha visto la partecipazione di persone rifugiate, della rete dello SPRAR, di associazioni LGBTI e di referenti istituzionali. Una delle finalità di queste due giornate di discussione è stata proprio la creazione di sinergie tra le persone rifugiate LGBTI, i diversi soggetti competenti in materia di asilo e rappresentanti della società civile. La partecipazione delle persone rifugiate, che con competenza e coraggio hanno condiviso le loro esperienze ed espresso la loro opinione sulle possibilità di miglioramento del sistema d’asilo italiano, è stata il motore dell’iniziativa.

“Questo è solo un primo passo rispetto a tutto quello che si potrà fare, ma si può fare solo insieme a tutti voi e insieme ai rifugiati. Grazie di cuore per aver chiesto la nostra partecipazione: voi siete sempre stati gli attori nella vita dei richiedenti asilo e dei rifugiati”, ha dichiarato Lyas, rifugiato e vice-presidente dell’associazione “il Grande Colibrì”. “Per una volta, ci sentiamo parte di questo sistema perché ci avete chiesto di dire la nostra e non è una cosa che succede tutti i giorni”.

Dedicare attenzione alla condizione individuale di chi ha bisogno di protezione contribuisce a creare un sistema d’asilo inclusivo e di qualità, all’interno del quale le persone possono sentirsi libere di essere sé stesse e ricominciare la propria vita, contribuendo così allo sviluppo sociale e culturale del Paese.

 

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