UNHCR: appello alla Grecia per la situazione a Evros

Pubblicato il 27 aprile 2018 alle 4:49

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esorta il governo greco a migliorare urgentemente le condizioni e ad aumentare la capacità di accoglienza, a seguito del recente aumento degli arrivi a Evros, attraverso il confine terrestre con la Turchia. Attualmente centinaia di persone sono trattenute dalla polizia in strutture detentive.

Finora, nel mese in corso, sono arrivate a Evros circa 2.900 persone, per lo più famiglie siriane e irachene. Il dato equivale alla metà del numero stimato di arrivi nell’arco del 2017. Secondo le cifre raccolte dall’UNHCR, ad aprile gli arrivi via terra hanno superato gli arrivi via mare.

Dall’inizio dell’anno hanno perso la vita almeno otto persone nel tentativo di attraversare il fiume Evros.

L’aumento dei nuovi arrivati sta mettendo a dura prova l’unico Centro di accoglienza e identificazione di Evros, situato a Fylakio. Il centro ospita ben oltre le 240 persone per cui è predisposto, compresi 120 minori non accompagnati e separati.

A causa di questo sovraffollamento oltre che della difficoltà di effettuare registrazioni e identificazioni tempestive o di fornire servizi quali assistenza medica, psicosociale e interpretariato, inizialmente le autorità collocano le persone, inclusi molti minori, in strutture detentive locali della polizia del tutto inadeguate, in attesa che si liberino dei posti presso il centro di accoglienza.

Alcune persone sono rimaste in queste strutture per più di tre mesi, in condizioni deplorevoli e con servizi limitati. A seguito di una visita dell’UNHCR è emerso che alcune famiglie accolte in una di queste strutture dormivano sul pavimento accanto a una fila di celle. Un’altra struttura, che ospitava oltre 500 persone, aveva a disposizione un solo un medico e quattro infermieri. Tra le centinaia di persone che vivono in queste condizioni ci sono donne incinte, bambini molto piccoli e persone bisognose di cure mediche e psicosociali.

Se da un lato l’UNHCR accoglie con favore il recente rilascio da parte delle autorità di oltre 2.500 persone, dall’altro esprime grande preoccupazione per il fatto che ciò avvenga senza alcuno screening delle vulnerabilità né distribuzione di informazioni adeguate sull’asilo e su altre opzioni. La situazione di queste persone deve essere affrontata con urgenza per consentire l’accesso alle procedure di assistenza e asilo.

L’UNHCR esprime soddisfazione per l’impegno profuso della polizia e del Centro di accoglienza e identificazione di Fylakio nell’affrontare le attuali sfide, tuttavia, a fronte di una crescente pressione sulle risorse presenti, la situazione è diventata insostenibile. L’UNHCR propone di:

  • migliorare urgentemente la capacità di ricezione del Centro di accoglienza e identificazione con spazi aggiuntivi, condizioni e servizi più adeguati;
  • identificare siti di transito aperti dove portare le persone che arrivano da Evros ed effettuare procedure di registrazione e identificazione;
  • allestire unità mobili di accoglienza e identificazione;
  • trasferire immediatamente le famiglie in stato di detenzione in un luogo sicuro e garantire loro accesso ai servizi necessari;
  • migliorare le condizioni nelle strutture della polizia anche in caso di soggiorno breve, garantendo l’accesso a spazi aperti e a servizi di base, dando priorità all’assistenza sanitaria;
  • aumentare la capacità di registrazione delle autorità greche competenti per garantire l’accesso all’asilo e la registrazione tempestiva delle domande di asilo:
  • trasferire in tempi brevi i minori non accompagnati in una struttura abitativa sicura e valutare tempestivamente i legami familiari.

L’UNHCR continua a fornire supporto per la protezione presso il Centro di accoglienza e identificazione di Fylakio e rimane in stretto e costante contatto con il governo greco per far fronte a questa situazione eccezionale. L’UNHCR continuerà ad assistere le autorità greche garantendo la distribuzione di aiuti tecnici e materiali, tra cui coperte, abbigliamento, articoli per l’igiene, lampade ad energia solare e altri generi non alimentari.

 

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