Yemen: dopo cinque anni di conflitto e sofferenze la pace è più che mai necessaria

Pubblicato il 27 marzo 2020 alle 16:49

Migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case nelle ultime settimane a causa del perdurare del conflitto in Yemen, mentre il protrarsi della condizione di sfollati sta aggravando le difficoltà e i rischi a cui sono esposte le famiglie yemenite, ha detto oggi l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

L’intensificarsi degli scontri nei governatorati di Al Jawf, Marib e Sana’a, nello Yemen settentrionale, a partire da gennaio ha costretto oltre 40.000 persone a fuggire verso la città di Marib e le aree circostanti, a est della capitale Sana’a, secondo i dati in possesso dell’OIM.

Una parte delle persone in fuga, tra cui donne e bambini, ha riferito all’UNHCR di non aver avuto altra scelta se non quella di scappare a piedi, camminando per giorni senza cibo né acqua in pieno deserto.

I nuovi arrivati si sono uniti ai 750.000 sfollati attualmente accolti nel governatorato di Marib.

Dopo anni di conflitto ininterrotto, sfollati e comunità di accoglienza faticano a sopravvivere.

Mentre a migliaia continuano a riversarsi nella città di Marib e nelle aree circostanti per mettersi al sicuro, le esigenze umanitarie aumentano rapidamente e l’assistenza e i servizi essenziali sono sottoposti a forte pressione.

Servizi pubblici quali ospedali e scuole faticano a funzionare adeguatamente di fronte all’aumentare della popolazione.

A Marib molti sfollati vivono presso insediamenti sovraffollati in alloggi di fortuna, e alcune famiglie si trovano a dover convivere all’interno della stessa tenda. Altre persone hanno trovato riparo all’interno di edifici ancora in costruzione.

Accedere ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari è problematico: una famiglia ha riferito al personale dell’UNHCR di dover condividere l’utilizzo di una latrina con altre 60 famiglie.

L’UNHCR esprime timore in merito al fatto che sfollati e comunità di accoglienza sarebbero esposti a rischi ancora più elevati nell’eventualità di una diffusione del COVID-19, considerate la situazione precaria e le condizioni sanitarie disperate in cui vivono.

Nonostante gli enormi sforzi profusi dai partner umanitari sul campo, a causa della portata della crisi, per le famiglie sfollate la disponibilità di cibo continua a rappresentare un’esigenza urgente. Alcune madri hanno riferito di aver preso in considerazione di mandare i propri figli a lavorare o a chiedere l’elemosina per strada per far fronte alla situazione.

Numerosi sfollati interni sono fuggiti da casa senza portare con se effetti personali o documenti di identità, tra cui i certificati di nascita dei figli. Ora, privi di documentazione legale, molti non possono iscrivere i figli a scuola o accedere a servizi essenziali come l’assistenza sanitaria, mentre altri vivono in condizioni di vulnerabilità ed esposti al rischio di sfratto forzato.

L’UNHCR sta lavorando con l’OIM, le altre agenzie dell’ONU e i partner umanitari per garantire assistenza alle persone sfollate.

Ad oggi, mediante i partner, l’UNHCR ha assistito oltre 5.000 famiglie sfollate nell’area di Marib con aiuti quali tende, coperte, materassi e set da cucina. Ulteriori distribuzioni avverranno nei prossimi giorni.

L’UNHCR, inoltre, prevede di intensificare le attività di protezione, tra cui i servizi di orientamento e consulenza legale, e aiuterà coloro che non sono in possesso di documenti di identità. Oltre a tali misure, sarà assicurato sostegno psicosociale.

In una fase in cui si stanno implementando piani di risposta nazionale alla pandemia da COVID-19 che includono yemeniti e rifugiati, l’UNHCR e i partner stanno garantendo sostegno alle misure di prevenzione e preparazione.

L’UNHCR e i partner locali stanno sensibilizzando le comunità di rifugiati e sfollati interni in relazione ai rischi del contagio per consentire loro di tutelare meglio la propria salute. L’UNHCR, inoltre, sta distribuendo kit igienici e intensificando le misure di assistenza in denaro per permettere a rifugiati e sfollati interni di comprare cibo e beni essenziali e soddisfare così le esigenze più urgenti. Tali attività sono subordinate alla possibilità che hanno i partner umanitari di accedere in sicurezza e senza impedimenti alla popolazione yemenita che necessita di assistenza.

In un’altra area del Paese, ad Aden, l’UNHCR e i partner stanno conducendo rapide valutazioni delle esigenze umanitarie degli sfollati interni che, questa settimana, sono stati colpiti da forti piogge e inondazioni.

Stime iniziali indicano che sono quasi 3.000 gli sfollati yemeniti gravemente colpiti che hanno subito danni ad alloggi e beni domestici quali materassi, scorte alimentari ed effetti personali.  Inoltre, due donne e un neonato di tre mesi hanno riportato ferite e sono stati inviati per la presa in carico in ospedale. L’UNHCR sta lavorando coi partner per mobilitare ulteriori aiuti umanitari.

Dopo cinque anni di conflitto, quella in corso in Yemen rimane la crisi umanitaria di più vaste dimensioni su scala mondiale, con oltre 24 milioni di persone bisognose di assistenza e più di 3,6 milioni costrette a fuggire dalle proprie case.

L’UNHCR ribadisce che solo una pacifica risoluzione del conflitto può porre fine a ulteriori sofferenze e arginare le esigenze umanitarie della popolazione.

Per maggiori informazioni:

A Ginevra, Shabia Mantoo, mantoo@unhcr.org, +41793377650