Linee Guida e Manuali

L’iscriziona anagrafica assume un rilevante significato per l’integrazione dei titolari di protezione internazionale, in quanto presupposto per la possibilità di fruire concretamente della protezione riconosciuta. La presente pubblicazione vuole, dunque, chiarire quali sono i presupposti dell’iscrizione anagrafica, a sostegno di tutti gli operatori e degli ufficiali di stato civile investiti del gravoso compito di supportare i rifugiati in Italia.

Il Manuale si rivolge agli operatori che forniscono assistenza ai richiedenti asilo – sia all’interno della pubblica amministrazione che presso enti di tutela o che gestiscono programmi di accoglienza, guidandoli nella comprensione della normativa in tema di procedura di riconoscimento dello status e di accoglienza.

La preparazione dell’intervista è un momento cruciale del percorso per la determinazione dello status di rifugiato. Un intervistatore che è ben informato e preparato, sarà nella condizione di stabilire con il richiedente un rapporto che fornisca un’atmosfera di fiducia e di sincerità. La preparazione appropriata e il possesso d’informazioni utili permettono all’intervistatore di porre le domande adatte, di affrontare ogni difficoltà che può sorgere durante il corso dell’intervista e di accertare la credibilità del richiedente.

Il Manuale per i Parlamentari ‘Protezione dei Rifugiati – Guida al Diritto Internazionale del rifugiato’ uno strumento destinato ai parlamentari che intendono approfondire i principi generali in materia di diritto internazionale del rifugiato e comprendere come metterli in pratica a livello nazionale. Tra gli obiettivi principali del Manuale vi è quello di contribuire a individuare e perseguire soluzioni durature, con una particolare attenzione all’autosufficienza dei rifugiati e alla loro integrazione nei paesi d’asilo, così come al loro rimpatrio volontario in condizioni di dignità e sicurezza.

Questa pubblicazione è stata prodotta congiuntamente dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Essa è destinata ai comandanti delle navi, dei pescherecci, agli armatori, alle autorità di governo, alle compagnie assicurative e a tutti gli altri attori coinvolti in situazioni di soccorso in mare. La pubblicazione fornisce linee guida su disposizioni normative e su procedure pratiche, al fine di assicurare il rapido sbarco di persone soccorse in mare e l’adozione di misure mirate a soddisfare le loro necessità specifiche, in particolare nel caso di rifugiati e richiedenti asilo.

In ogni comunità del mondo vi sono persone che sono state colpite da atti di brutalità. Delle atrocità perpetrate da gruppi armati in situazioni di conflitto spesso conosciamo molto, mentre degli abusi commessi all’interno delle mura domestiche spesso restiamo completamente all’oscuro. I rifugiati e gli sfollati interni, che non godono della protezione dei propri governi, sono tra le persone più vulnerabili agli atti di violenza, compresa la violenza su base sessuale e di genere.

Il mandato dell’UNHCR include l’identificazione, la prevenzione e la riduzione dell’apolidia e la protezione degli apolidi. Il contenuto di questo manuale è stato dapprima pubblicato sottoforma di tre Linee Guida riguardanti, rispettivamente la definizione di apolide, procedure per la determinazione dello status di apolide e lo status degli apolidi a livello nazionale, mentre non tratta la prevenzione e la riduzione dell’apolidia, affrontate sepratamente in altre Linee Guida. Il Manuale intende fornire una guida ai governi, ai magistrati e a coloro che lavorano in ambito legale, oltre che al personale dell’UNHCR e di altri enti attivi nel campo dell’apolidia.

Questo manuale intende esporre una serie di aspetti connessi al fenomeno dell’apolidia, fornendo soluzioni possibili e suggerendo le azioni concrete che possono essere intraprese senza perdere di vista la dimensione umana dell’apolidia. Il modo migliore in cui i parlamentari possono impegnarsi a ridurre o a eliminare l’incidenza del fenomeno dell’apolidia è adottare legislazioni interne conformi al diritto internazionale, che tutelino contro la privazione arbitraria della nazionalità, garantiscano la concessione di una nazionalità in circostanze in cui un individuo sarebbe altrimenti apolide e rendano disponibile una protezione adeguata a chi rimane o diviene apolide.

Raccomandazioni e buone prassi per la gestione dei flussi migratori misti in arrivo via mare.

Queste raccomandazioni, indirizzate al Governo italiano, vengono presentate nell’ambito della supervisione sull’esecuzione della sentenza della Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel procedimento Hirsi Jamaa e altri c. Italia (Ricorso n. 27765/09) da parte del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.

Affrontare le esigenze di protezione attraverso l’accoglienza, l’orientamento, la presa in carico e il rafforzamento della cooperazione tra Grecia, Italia e Francia.

Il progetto di ricerca dell’UNHCR, finanziato dalla Commissione Europea, esamina l’applicazione nella pratica delle disposizioni chiave previste dalla Direttiva Procedure in Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Regno Unito. L’UNHCR ha preso in esame oltre 1000 singoli casi e decisioni sull’asilo, studiato interviste di richiedenti asilo e intervistato funzionari, giudici, avvocati e altri portatori di interesse in tutti gli stati coinvolti nella ricerca.

Il Servizio per lo sviluppo e la valutazione delle politiche (Policy Development and Evaluation Service, PDES) dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è impegnato nella sistematica attività di esame e valutazione delle politiche, dei programmi, dei progetti e delle pratiche dell’UNHCR. Il PDES promuove inoltre una rigorosa ricerca su temi relativi all’attività dell’UNHCR e incoraggia un attivo scambio di idee e informazioni tra professionisti del settore umanitario, persone incaricate di elaborare politiche e la comunità dei ricercatori.

L’analisi è il primo prodotto dell’attività dell’Osservatorio della Carta di Roma (cioè il “Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti”): un testo varato nel 2008 dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione della Stampa,  d’intesa con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), per promuovere, ognuno nel rispetto del proprio ruolo istituzionale, un’informazione più accurata, responsabile e non sensazionalistica che faccia perno sul fondamentale criterio deontologico del ‘rispetto della verità sostanziale dei fatti’. La ricerca consente di affrontare, sulla base di un supporto scientifico, la discussione sul ruolo svolto dall’informazione in questi anni in una società come quella italiana attraversata da spinte xenofobe, per capire se e quanto i nostri media abbiano contributo a determinare un certo orientamento dell’opinione pubblica.

Una corsa attraverso secoli di storia e terre di ogni continente, lungo le vie dell’esilio.

La comunità internazionale prende coscienza della necessità di fissare in norme giuridiche scritte i principi fondamentali della protezione internazionale dei rifugiati.

L’iter storico-concettuale attraverso il quale la comunità internazionale – partendo dalla I Guerra Mondiale e da una situazione in cui non esisteva alcuna forma di accordo internazionale relativo ai rifugiati, sperimentando poi nel periodo fra le due guerre mondiali e in quello immediatamente successivo meccanismi innovativi di protezione e assistenza – è finalmente giunta nel 1951 all’adozione di una Convenzione a carattere universale come quella relativa allo status dei rifugiati.